Un giovane di 20 anni, originario di Villaricca in provincia di Napoli, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Bergamo dopo aver truffato un’anziana signora di 86 anni, residente in via IV Novembre in città . La donna era stata ingannata da una telefonata di un falso direttore delle Poste che le aveva chiesto di pagare una somma per sbloccare un pacco destinato al nipote.
Il piano della truffa
Il colpo è stato messo in atto giovedì 23 maggio, alle 14.40. L’anziana signora aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si spacciava per direttore di un ufficio postale. Con tono convincente, l’uomo le aveva raccontato che il nipote era con lui e che doveva ritirare un pacco di importanza vitale. Per sbloccarlo, però, era necessario un pagamento immediato.
La dinamica del raggiro
Il truffatore aveva richiesto 300 euro, che la donna ha consegnato insieme a tutti i gioielli che possedeva in casa. Il giovane, lamentandosi che la somma non era sufficiente, aveva indotto la signora a dargli anche i gioielli. Durante la telefonata, i complici del truffatore avevano tempestato di chiamate il telefono cellulare della donna e quello della figlia, per evitare che queste potessero comunicare tra loro e scoprire l’inganno.
L’intervento della Polizia
Dopo la consegna del denaro e dei gioielli, la pensionata ha contattato la figlia per chiedere cosa fosse accaduto al nipote. Insospettita dalla situazione, la figlia ha allertato immediatamente la polizia. Gli agenti della Squadra Mobile di Bergamo hanno capito rapidamente dove potevano rintracciare il truffatore e si sono precipitati alla stazione di Bergamo. Saliti sul treno per Milano pochi istanti prima della partenza, hanno individuato e arrestato il ventenne, trovando con lui la refurtiva, circa 3.500 euro tra contanti e gioielli.
La confessione e il processo
Il giovane, incensurato e assistito dall’avvocato Rocco Gargano, ha confessato in aula di aver accettato di partecipare alla truffa per necessità economiche, dovute a una penale da pagare per un incidente stradale con un’auto a noleggio. Ha dichiarato di essere partito da Napoli in treno nella mattinata di giovedì, con l’ordine di scendere a Bologna. Tuttavia, addormentatosi, era arrivato fino a Milano, da dove l’organizzazione l’aveva inviato a Bergamo.
Il ruolo nell’organizzazione
Il giovane ha affermato di non conoscere i nomi dei mandanti, rivelando di essere solo un esecutore, il “postino” di una rodata organizzazione. Il giudice Roberto Palermo ha convalidato l’arresto e disposto per il ventenne l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria quattro giorni alla settimana.
Conclusione
Il caso ha messo in luce la rapidità e l’efficacia dell’intervento delle forze dell’ordine, che hanno permesso di fermare il truffatore e recuperare la refurtiva. L’episodio serve da monito sull’importanza di vigilare e di essere cauti davanti a richieste di denaro improvvise, soprattutto quando riguardano i propri cari.
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