La chiamano la Valle della Biodiversità. Di diverso c’è che siamo ancora in città ma sembra qualcosa a metà tra campagna, collina e zoo aperto per specie animali in libertà che appena cento metri prima nessuno si aspetterebbe di incontrare. Astino, a Bergamo e non solo, è nota soprattutto per l’ex monastero vallombrosano che affonda le radici nel dodicesimo secolo e ora è un locale di svago utilizzato per eventi e presentazioni. Ma la valle omonima, arrampicandosi fino all’Allegrezza, dove c’è una cascina, è un inno alla bellezza paesaggistica e alla biodiversità, ben compendiata dalla sezione locale dell’Orto Botanico “Lorenzo Rota”. Ancora più a valle, un incontro per molti inaspettato: le oche.
Astino e la Madonna del Bosco
Il grande recinto dell’incolto fuori dalla Trattoria Lozza, infatti, ne ospita a decine, all’angolo con via Madonna del Bosco, ai piedi dell’omonima salita dove si trova l’Agriturismo Marco, a tutt’oggi un raccordo stradale importante e un crocevia di percorsi nei Colli di Bergamo amatissimi soprattutto da chi fa mountain bike sugli sterrati. la Sella della Madonna del Bosco, dopo circa 1 chilometro di salita ripida a tre tornanti, a quota 352 metri sul livello del mare, porta in discesa a Sombreno, quindi ai piedi della Valle Brembana, e sul provinciale.
Tutte i percorsi portano ad Astino
A destra, invece, si sale verso Città Alta dal Pascolo dei Tedeschi, che ospita l’azienda agricola Rubis dalla rinomata produzione agroalimentare, passando da San Sebastiano e dai Torni. Sul lato destro della Sella, invece, ci si getta a capofitto dei boschi di Astino e dell’Allegrezza. Il prezzo da pagare per godere di una vista e di una discesa impagabili è un po’ di fango.
Le oche di Astino
Non mancano, ovviamente, bovini al pascolo e anche cavalli, al netto che girando a sinistra all’altezza della chiesa della Madonna del Bosco s’imbocca via Castello Presati, altro angolo di splendore bucolico con echi medievali che porta fino alla parte superiore del Borghetto di Mozzo sul crinale dell’omonimo monte. Ma la sorpresa è proprio ad Astino Bassa, alla fine della via costellata di villette e palazzine. Il quartiere è nominalmente Longuelo. Dalla recinzione, ecco i simpatici palmipedi, che accorrono a frotte ogniqualvolta il viandante si affacci, evidentemente abituate al contatto con le persone da cui si attendono il pastone. Basta che il maschio starnazzi e accorrono tutte quante. Le oche di Astino, lo si può dire, ormai fanno parte a pieno titolo del paesaggio.






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