A giugno, i Centri antiviolenza bergamaschi hanno ricevuto 90 nuove chiamate, portando il totale a 664 dall’inizio dell’anno. Questi numeri allarmanti riflettono solo una parte del problema, poiché includono solo coloro che hanno il coraggio di denunciare o chiedere supporto. Il fenomeno della violenza domestica e dello stalking è infatti molto più diffuso, come evidenziato dalle segnalazioni ricevute da forze dell’ordine, ospedali e sportelli di ascolto.
L’allarme della Rete anti violenza
La Rete bergamasca contro la violenza di genere ha lanciato l’allarme, sottolineando l’urgenza di un cambiamento significativo. Come ogni mese, la Rete organizza un presidio in piazza per sensibilizzare l’opinione pubblica. Il prossimo appuntamento si terrà lunedì 8 luglio alle 18.30 in largo Rezzara a Bergamo, un nuovo orario che sarà mantenuto anche per gli incontri futuri.
Il coinvolgimento della cultura e della musica
Al presidio parteciperà anche la cantante Giulia Spallino. La Rete invita regolarmente musicisti e artisti ai suoi eventi, convinta che la cultura possa giocare un ruolo cruciale nel combattere la violenza di genere e prevenire i femminicidi. “Dall’1 gennaio, in Italia, sono stati 52 i femminicidi”, spiega la Rete, aggiungendo che in 9 casi su 10 l’omicidio arriva dopo lunghi periodi di violenza. Questo dimostra l’importanza di intervenire tempestivamente e di adottare misure efficaci.
La necessità di un impegno concreto
Nonostante la ratifica della Convenzione di Istanbul da oltre 10 anni, le azioni e gli investimenti previsti sono ancora largamente inattuati. La Rete bergamasca sottolinea che anche a livello locale si può fare molto per aiutare le vittime a uscire dalla violenza e combattere la cultura patriarcale che la alimenta. “Fino a quando non si vedrà un vero cambiamento, continueremo ad essere in piazza ogni 8 del mese per gridare ‘mai più’ e dire ‘sorella, non sei sola’”.
L’appello alla comunità
La manifestazione in largo Rezzara rappresenta un momento di solidarietà e sensibilizzazione. La Rete bergamasca invita tutta la comunità a partecipare, per sostenere le vittime e promuovere una cultura del rispetto e della parità. “Serve un vero cambiamento” è l’appello della Rete, che chiede un impegno concreto da parte delle istituzioni e della società civile per prevenire la violenza di genere e proteggere le vittime.
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