Quando il caldo estivo sostituisce la neve, Sofia Goggia, campionessa bergamasca di sci alpino con quattro titoli mondiali e una medaglia d’oro olimpica nella discesa libera del 2018, continua ad allenarsi. Oltre alla palestra, la Goggia ha un debole per la bicicletta, e i più fortunati possono incontrarla per le strade di Città Alta, definita da lei stessa «il cuore pulsante di Bergamo. Cinta dalle mura, è un borgo medioevale dove in ogni vicolo ti perdi e trovi bellezza». La campionessa aggiunge: «Quando entro in Città Alta non c’è stata una volta in cui non abbia pensato quanto sia bella. Io sono una bergamasca convinta, e mi rispecchio molto nella mia città che amo infinitamente».
Recupero e preparazione
Dopo la frattura di tibia e malleolo subita in allenamento lo scorso febbraio, Goggia ha completato la fisioterapia e ha iniziato la preparazione atletica, dedicandosi anche al ciclismo gravel con il modello Espresso della Merida. La sciatrice bergamasca afferma: «Sto lavorando senza forzare, mettendo un po’ di fieno in cascina con tanto lavoro. Sono molto contenta. L’ultimo infortunio è stato molto difficile da accettare, ma ho imparato che quando si è in crisi ci si deve fare una domanda e ripartire da quella risposta. La domanda è: cosa vuoi davvero? Io voglio tornare al top, tornare a vincere, e soprattutto ho l’obiettivo dell’Olimpiade in casa che è un sogno enorme».
L’obiettivo delle Olimpiadi
La Goggia punta a raggiungere la migliore forma possibile per i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina nel 2026: «A livello sportivo non c’è nulla come l’Olimpiade, è una giornata in cui ti giochi moltissimo, anzi in cui ti giochi tutto. Provare a vincere l’Olimpiade in Italia sarebbe una cosa enorme. A distanza di due anni, tornando poi da un infortunio, qualcuno farebbe già la firma per una medaglia. Però, mi ripeto: non c’è nulla come l’oro».
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