Nel settore della logistica, nella Bassa Bergamasca, gli occupati sono in crescita, ma si registrano anche infortuni in aumento. Pasquale Salvatore, segretario generale Fit-Cisl di Bergamo, sottolinea la necessità di un tavolo politico per affrontare le problematiche del settore in modo coordinato.
Gli infortuni in itinere
Salvatore spiega che nel settore della logistica, a differenza di altri come l’agricoltura e l’edilizia, il caporalato è meno presente grazie a un’autoregolamentazione del mercato del lavoro. Tuttavia, restano problemi significativi come infortuni, appalti al ribasso e contributi non sempre versati puntualmente. In particolare, gli infortuni in itinere, ovvero quelli avvenuti durante il tragitto casa-lavoro, sono aumentati dell’11% nei primi sei mesi di quest’anno rispetto all’anno precedente.
Le condizioni di lavoro
Il settore della logistica nella Bergamasca impiega prevalentemente lavoratori stranieri, che si spostano spesso in bicicletta lungo le principali arterie viabilistiche, come l’autostrada A35 Brebemi. Questo espone i lavoratori a rischi elevati, soprattutto in assenza di strade e collegamenti adeguati nelle zone dove sorgono i capannoni della logistica. Salvatore evidenzia che «la mancanza di infrastrutture adeguate e di abitazioni sufficienti per i lavoratori, unita a una rete viaria non sviluppata, contribuisce agli infortuni».
Necessità di un tavolo politico
Salvatore chiede un coordinamento tra le istituzioni per affrontare le problematiche del settore. È fondamentale che i piccoli comuni non siano lasciati soli a dialogare con le grandi aziende della logistica. Un tavolo politico con la partecipazione di Regione, Arpa e Ats, e un coordinamento efficace sono essenziali per garantire una gestione uniforme e proattiva delle questioni lavorative nel settore.
Le sfide dei lavoratori della logistica
Nel contesto della logistica, molti lavoratori sono impiegati da cooperative trasformate in srl, con contratti spesso di breve durata, massimo due anni. Questa situazione porta a una mancanza di continuità lavorativa e a problemi nel versamento dei contributi. Salvatore sottolinea che il concetto che deve essere superato è quello per cui se non lavori, non guadagni, il che porta i lavoratori a non denunciare gli infortuni per paura di perdere il salario.
Inoltre, i lavoratori sono spesso impiegati per lunghe ore, anche fino a dieci al giorno, per evitare nuove assunzioni e mantenere margini di guadagno. Questo sfruttamento, sebbene migliorato rispetto a cinque anni fa, richiede ulteriori interventi per garantire condizioni di lavoro dignitose.
Interventi del sindacato
La Fit-Cisl ha investito significativamente nel settore della logistica, registrando una crescita degli iscritti, che ora sono circa 1.300, con un aumento di duecento nell’ultimo anno. Il sindacato continua a denunciare le condizioni di sfruttamento e a lavorare per migliorare i diritti e le tutele dei lavoratori nel settore.
Salvatore conclude affermando che è necessario continuare a lavorare per migliorare ulteriormente la situazione, affrontando le criticità ancora presenti e garantendo un ambiente di lavoro più sicuro e giusto per tutti i lavoratori della logistica.
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