35,2 gradi il picco di domenica pomeriggio, 33,9 lunedì, ma sempre 25,9 di media con 6 decimi di grado in più rispetto al luglio dell’anno scorso. Eppure nell’afa opprimente di Bergamo e provincia il pronto soccorso degli ospedali non è certo pieno di casi di insolazione o colpi di calore, bensì di polmoniti batteriche. In questi giorni, pur essendo confermato l’afflusso maggiore rispetto alle altre stagioni, al massimo hanno bussato anziani disidratati, cardiopatici e ipertesi colpiti da calo di pressione.
L’Asst Papa Giovanni XXIII: caldo e polmoniti
Un incremento più significativo degli accessi è stato registrato al Pronto soccorso di San Giovanni Bianco. La responsabile del pronto soccorso dell’Asst Papa Giovanni XXIII afferma che è stato incrementato il personale medico-infermieristico, fino al raddoppio, nel presidio in Valbrembana per far fronte alla presenza di villeggianti in valle. Ma sono aumentati, appunto, i casi di pazienti con polmonite batterica non da Covid. Quest’ultimo, nonostante l’aumento dei contagi, non sta impattando: sintomatologia lieve, niente ricoveri.
L’Asst Bergamo Est
Anche all’Asst Bergamo Est, che gestisce i pronto soccorso degli ospedali di Seriate, Alzano, Piario e Lovere, non si rilevano particolari affanni. Il direttore Filippo Manelli parla, fino al 28 luglio, di 291 accessi con sintomatologia legata al caldo, contro i 258 accessi dello stesso periodo del 2023. Anche qui, le polmoniti batteriche la fanno da padrone. Quindi, mentre il caldo estivo prosegue, gli ospedali restano vigili, affrontando non solo le consuete emergenze legate al calore, ma anche l’inaspettato incremento delle polmoniti non da Covid-19.
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