Chiara Consonni, campionessa olimpica di ciclismo su pista, ha voluto ricordare con un gesto speciale Yara Gambirasio, la ragazza di Brembate Sopra che, a soli 13 anni, fu vittima di un tragico omicidio nel 2010. Yara, che era una promessa della ginnastica ritmica, è stata rapita e uccisa, un crimine che ha scosso profondamente l’Italia e che ha visto la condanna di Massimo Bossetti all’ergastolo.
Consonni, anche lei originaria di Brembate Sopra, ha dedicato la sua medaglia d’oro a Yara, sottolineando il legame emotivo che la unisce a quella giovane atleta scomparsa troppo presto. “Yara aveva due anni più di me. Non l’ho conosciuta, ero troppo piccola per capire, ma la sua storia è sempre stata nei miei pensieri,” ha dichiarato Consonni in un’intervista a Il Giorno. Ha poi aggiunto: “Conosco il padre di Yara, è un mio grande tifoso. Spesso ci vediamo per un caffè, e mi dice che mi segue. Dedico la mia vittoria anche a Yara. Era un’atleta come me. Chissà, se fosse vissuta magari oggi sarebbe una olimpionica.”
Chiara Consonni, che ha 25 anni, vive ancora con la sua famiglia a Brembate Sopra, lo stesso paese dove Yara è cresciuta e dove la sua storia è rimasta impressa nelle menti di tutti. La tragica vicenda di Yara non è per Consonni solo un caso di cronaca, ma un ricordo costante che la accompagna nel suo percorso sportivo. Anche il fratello di Chiara, Simone Consonni, ha ottenuto importanti successi, portando a casa un bronzo nell’inseguimento a squadre e un argento nella Madison durante le recenti competizioni.
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