Nel dicembre del 2011, l’amministrazione comunale di Solza ha preso una decisione pionieristica: adottare un Piano di Governo del Territorio (Pgt) che prevedesse zero consumo di suolo. Questa scelta, che all’epoca poteva sembrare rivoluzionaria, è stata una vera e propria scommessa sul futuro, e ha fatto di Solza il primo Comune in Italia a seguire questa strada. L’ex sindaca Carla Rocca, che ha guidato il paese dal 2006 al 2021, ha spiegato che la volontà era quella di lanciare un segnale forte a favore dell’ambiente. “Volevamo dare un segnale e ci siamo riusciti”, ha dichiarato Rocca. Oggi, i cittadini sono più consapevoli dei temi ambientali, e molte altre amministrazioni locali hanno seguito l’esempio di Solza.
Quando venne adottato il Pgt, la questione del consumo di suolo era poco discussa. Tuttavia, l’adozione di questo piano ha portato all’attenzione pubblica il problema della cementificazione e del suo impatto sull’ecosistema. Il Comune di Solza si è dimostrato un esempio virtuoso, e la sua scelta ha influenzato non solo altri Comuni, ma anche la Regione, che ha iniziato a prendere misure per limitare l’espansione edilizia. Questa decisione appare oggi ancora più attuale, alla luce dei recenti eventi climatici estremi che hanno colpito Bergamo e provincia, sollevando interrogativi sull’impatto umano sull’ambiente.
Carla Rocca ha spiegato che Solza, essendo un piccolo Comune, ha potuto adottare con maggiore facilità una politica di questo tipo, ma la chiave del successo è stata la volontà politica dell’amministrazione. Negli anni, è aumentata la consapevolezza sull’importanza di proteggere il suolo, non solo come risorsa economica ma anche per il suo ruolo nell’ecosistema. Rocca ha sottolineato che i fenomeni climatici estremi sono una conseguenza della gestione scorretta del territorio: il consumo di suolo contribuisce alla formazione di isole di calore nelle città, aggravando gli effetti del cambiamento climatico.
Oltre alla riduzione del consumo di suolo, oggi gli esperti sottolineano la necessità di decementificare e liberare aree già urbanizzate per ridurre l’impatto dell’edilizia. Secondo l’ex sindaca, il suolo consumato è spesso quello agricolo pregiato, e continuare a costruire poli logistici in aree come la Bassa Bergamasca è una scelta poco lungimirante. Rocca ha inoltre evidenziato che i cittadini hanno un ruolo fondamentale nella scelta delle politiche ambientali, poiché sono loro a eleggere i rappresentanti locali e a influenzare le decisioni che riguardano il futuro del territorio.
L’ex sindaca ha anche ricordato l’importanza di proteggere le piante ad alto fusto, che possono ridurre la temperatura nelle città di 2-3 gradi, migliorando la qualità della vita. Queste azioni non sono solo “vezzi”, ma risposte concrete a sfide ambientali reali.
In conclusione, le scelte adottate dall’amministrazione di Solza nel 2011, che allora potevano sembrare avanguardistiche, oggi si rivelano fondamentali per fronteggiare i cambiamenti climatici. Come ha detto Rocca, “I cambiamenti climatici rendono necessario modificare il nostro stile di vita e il modo in cui lavoriamo e costruiamo”. L’adozione di politiche che rispettano l’ambiente non è più una scelta opzionale, ma una necessità per preservare la salute e il benessere delle future generazioni.
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