Cacciatori di Orio al Serio denunciano il calo del rispetto per la natura

La sezione di Orio al Serio della Federcaccia festeggia il successo della sua festa annuale, ma solleva preoccupazioni per il futuro della caccia e dell'ambiente

Dopo la tradizionale festa che si è tenuta alcune settimane fa, i cacciatori di Orio al Serio guardano con entusiasmo al 2025, quando celebreranno i cinquant’anni dalla fondazione della loro associazione. Tuttavia, tra i successi e le celebrazioni, emerge un crescente senso di preoccupazione per la riduzione del rispetto per la natura. Francesco Arici, presidente della sezione locale, sottolinea l’importanza di mantenere la tradizione della caccia viva, ma sempre nel rispetto dell’ambiente.

Una tradizione che si evolve
Fondata nel 1975 da un gruppo di amici del paese, la sezione di Orio al Serio oggi conta 62 cacciatori tesserati e una quarantina di soci simpatizzanti. Arici ricorda gli inizi del gruppo, nato grazie all’iniziativa di suo fratello e altri appassionati, che si ritrovavano al Bar Alpino del paese. Nel corso degli anni, però, l’ambiente cacciabile si è ridotto, costringendo molti cacciatori a spostarsi verso la Bassa o altre regioni per poter praticare la loro attività.

Una caccia regolamentata
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la gestione delle aree di caccia, che un tempo erano libere ma che ora sono regolate dagli ambiti territoriali di caccia. «Per poter accedere alle aree è necessario richiedere un permesso e pagare una quota», spiega Arici. Questo sistema, se da un lato ha aumentato il controllo e la gestione sostenibile delle risorse faunistiche, dall’altro ha limitato le possibilità per i cacciatori locali di rimanere legati al loro territorio.

Un’attività che coinvolge tutte le età
Nonostante le sfide, la passione per la caccia rimane forte nella comunità, con persone di ogni età coinvolte. «Abbiamo membri che vanno dai ventenni ai settantenni, e il vero piacere della caccia non è tanto nel numero di capi catturati, quanto nel lavoro di squadra con il cane e nel rispetto per la natura», afferma Arici. I cani da caccia giocano un ruolo fondamentale, e ogni razza ha caratteristiche specifiche che la rendono ideale per certi tipi di preda, come la selvaggina da penna o i cinghiali, la cui caccia sta diventando sempre più comune a causa dell’aumento della specie.

Preoccupazioni per il futuro
Arici ha voluto mettere in evidenza anche la preoccupazione crescente tra i cacciatori di Orio al Serio per il calo del rispetto verso la natura che stanno osservando. «Vediamo sempre meno rispetto per l’ambiente e per la fauna selvatica, un aspetto che va di pari passo con il deteriorarsi del rapporto tra uomo e territorio», lamenta il presidente. I cacciatori stessi, che storicamente sono stati tra i maggiori difensori del territorio naturale, si trovano ora a fronteggiare sfide legate alla protezione dell’ambiente e alla convivenza con le moderne esigenze della società.

Redazione

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