Le tredicesime in Bergamasca porteranno nelle tasche dei lavoratori e pensionati un totale di 735 milioni di euro, secondo le stime di Confcommercio Bergamo. La cifra, cresciuta del 7,4% rispetto al 2023, riflette l’aumento degli occupati e l’incremento salariale, dando una spinta al commercio locale e ai consumi delle festività.
Un Natale di consumi in ripresa, ma non per tutti
La fiducia tra i consumatori bergamaschi è in ripresa, ma restano marcate le differenze sociali: mentre molti potranno dedicare una parte significativa della tredicesima ai regali, altri si troveranno a destinarla alle spese incomprimibili come energia e gas, che assorbiranno circa il 17,4% del totale, pari a 128,1 milioni di euro.
La spesa media per i regali si attesterà intorno ai 220 euro a persona, in netto aumento rispetto ai 174 euro del 2023. Questo dato supera la media nazionale, stimata a 1906 euro per famiglia (+6,6% rispetto all’anno precedente).
Il peso dell’effetto tredicesima sui consumi
Il presidente di Confcommercio Bergamo, Giovanni Zambonelli, ha sottolineato come l’effetto delle tredicesime possa rappresentare una svolta per il commercio locale: “Finalmente si registra una crescita reale dei consumi dopo anni in cui l’inflazione aveva annullato ogni beneficio.”
L’aumento delle tredicesime deriva da diversi fattori:
- Maggiore occupazione, con un incremento di 420mila posti di lavoro a livello nazionale rispetto al 2023.
- Aumento degli stipendi e vantaggi fiscali, grazie alla decontribuzione confermata anche nel 2024, che aggiunge 1,3 miliardi di euro al monte delle tredicesime.
- Assenza di impulsi inflazionistici nei mesi autunnali, che ha reso più stabile il potere d’acquisto.
Bergamo: più regali e fiducia nel futuro
La propensione a fare regali coinvolgerà il 48% dei bergamaschi, un dato in crescita rispetto al 45% dell’anno precedente e ben sopra la media nazionale del 44,4%. Questa tendenza è incoraggiata da una combinazione di maggiore disponibilità economica e voglia di normalità, dopo anni segnati dalla pandemia e dall’incertezza economica.
Tuttavia, i livelli di spesa natalizia restano lontani da quelli del periodo pre-Covid e, ancora di più, dai numeri registrati prima del 2009. “Sebbene ci sia ottimismo, le disparità tra chi può spendere liberamente e chi è costretto a rinunciare rimangono evidenti e preoccupanti per il commercio locale,” ha aggiunto Zambonelli.
Un contesto nazionale positivo
A livello italiano, il monte delle tredicesime raggiungerà 54,5 miliardi di euro nel 2024, con 45 miliardi destinati ai consumi natalizi. Questa crescita si traduce in 3,6 miliardi di euro in più rispetto al 2023, grazie anche al contributo dei lavoratori autonomi e dei bonus straordinari.
L’incremento occupazionale e i nuovi pensionati, con migliori storie contributive, hanno ulteriormente favorito un aumento delle risorse disponibili, rendendo il Natale 2024 più ottimistico per il commercio rispetto agli ultimi anni.
La sfida del commercio locale
Nonostante il quadro complessivamente positivo, il commercio bergamasco si trova di fronte alla sfida di soddisfare segmenti di consumatori con possibilità economiche molto diverse. L’attenzione alle fasce meno abbienti e l’offerta di prodotti accessibili saranno fondamentali per garantire un Natale inclusivo e sostenibile.
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