Sempre più pensionati al lavoro: in 10 anni +37% a Bergamo

Mentre le nuove generazioni faticano a entrare nel mondo del lavoro, oltre 23mila pensionati continuano a lavorare. Sindacati: "Manca il ricambio generazionale"

A Bergamo e provincia, il numero di pensionati che proseguono l’attività lavorativa è in costante crescita. Secondo gli ultimi dati Inps, a fine 2023 erano 23.232, con un incremento del 36,9% rispetto al 2014, quando erano 16.965. Un fenomeno in espansione, legato a diversi fattori: pensioni più basse rispetto al costo della vita, mancanza di ricambio generazionale e necessità economiche.

Chi sono i pensionati che continuano a lavorare

A rimanere in attività sono soprattutto autonomi e lavoratori con competenze difficili da sostituire. Nel dettaglio:

  • 5.358 artigiani (+26,9% in 10 anni)
  • 3.641 commercianti (+19,9%)
  • 7.543 dipendenti privati (+129,1%)
  • 1.083 lavoratori nel pubblico impiego (+95,1%)

Molti lavorano ancora per garantire il passaggio di competenze ai nuovi assunti, altri per necessità economica, mentre alcune categorie – come i consulenti e le professioni intellettuali – scelgono di proseguire per passione e realizzazione personale.

Le cause: pensioni basse e mancanza di ricambio

Secondo i sindacati, questa tendenza è alimentata da due fattori principali:

  1. Il calo del potere d’acquisto delle pensioni, causato da inflazione e mancata indicizzazione.
  2. La difficoltà nel trovare giovani qualificati, dovuta anche a una scarsa programmazione da parte delle imprese.

Francesco Corna (Cisl Bergamo) sottolinea: “Molte aziende chiedono ai pensionati di restare perché mancano figure professionali adeguate. Serve un affiancamento mirato per favorire il ricambio”.

L’impatto sulle nuove generazioni

L’aumento dei pensionati attivi rischia di rallentare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Marco Toscano (Cgil Bergamo) spiega a L’Eco di Bergamo: “Abbiamo lavorato con Confindustria per inserire il tema dell’affiancamento nei contratti, evitando di creare un blocco per le nuove generazioni”.

Anche Pasquale Papaianni (Uil Bergamo) evidenzia la necessità di una transizione generazionale, con azioni che favoriscano l’occupazione giovanile e l’innovazione.

Verso un equilibrio tra esperienza e nuove leve

Il fenomeno dei pensionati al lavoro non è destinato a fermarsi, ma è fondamentale gestire meglio il passaggio di competenze. La soluzione passa attraverso politiche aziendali più lungimiranti, in grado di garantire sia il valore dell’esperienza sia nuove opportunità per i giovani.

Redazione

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