“March to May”, dinamiche familiari autentiche e un’inaspettata gravidanza

Il regista slovacco Martin Pavol Repka porta al Bergamo Film Meeting una storia intima e autobiografica

La 43ª edizione del Bergamo Film Meeting ha ospitato la proiezione di “March to May” (“Od marca do mája”), primo lungometraggio del regista slovacco Martin Pavol Repka, presentato nella Mostra Concorso. Il film racconta con delicatezza e realismo la quotidianità di una famiglia slovacca, sconvolta da una notizia inaspettata: la gravidanza della madre Romana (Zuzana Fialová).

Una famiglia tra cambiamenti e certezze

Ambientato in un piccolo borgo rurale slovacco, il film segue le vicende di una coppia sulla soglia dei quarant’anni e dei loro tre figli, ognuno impegnato a costruire la propria identità. Eliáš (Damián Humaj), il più piccolo, è appassionato di skateboard e spesso in contrasto con Alžbeta (Jana Markovičová), la secondogenita, che si interroga sulla gestione del denaro e sulle scelte di crescita personale. Miša (Natália Fašánková), la più grande, è ormai proiettata verso un futuro lontano da casa.

L’arrivo di un nuovo fratello o sorella genera emozioni contrastanti, ma il forte legame familiare evita tensioni e conflitti. Il film sottolinea il senso di appartenenza della famiglia, rafforzato da piccoli dettagli simbolici, come la somiglianza fisica tra i membri, e da una profonda spiritualità che permea la vita quotidiana.

Uno sguardo intimo e riflessivo

La regia di Repka adotta un approccio contemplativo, con una macchina da presa spesso fissa su spazi domestici e momenti di vita quotidiana, enfatizzando la complicità tra i personaggi. La recitazione spontanea e naturale rafforza l’autenticità della storia, creando un ritratto familiare vivido e coinvolgente.

Il titolo “March to May” riflette il ciclo della primavera, simbolo di rinnovamento e crescita, in parallelo con le trasformazioni interne alla famiglia. Il film si prende il suo tempo per esplorare le ansie, le gioie e le incertezze della vita quotidiana, mostrando come la sicurezza e l’importanza di certe scelte emergano proprio nella loro semplicità.

Il tema della nascita nel documentario “The Labour of Pain and Joy”

Il tema della nascita è stato centrale anche nel documentario “The Labour of Pain and Joy” (“Kivun ja ilon työ”) della regista finlandese Karoliina Gröndahl, presentato nella sezione Visti da Vicino, dedicata ai documentari. Il film segue il lavoro dell’ostetrica Kirsi e della doula Anna-Riitta, impegnate a migliorare le pratiche di parto sia in ospedale che a domicilio.

Attraverso un linguaggio visivo intimo e diretto, la regista affronta tematiche delicate come la violenza ostetrica e l’autodeterminazione delle partorienti, senza demonizzare il ruolo delle strutture sanitarie. La macchina da presa si sofferma su dettagli significativi del travaglio e delle pratiche post-parto, tra cui il controverso consumo della placenta, pratica discussa anche in ambito internazionale.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

CineTeatro Agorà e Oratorio di Mozzo propongono una nuova stagione cinematografica con film internazionali, incontri...
L’estate bergamasca si anima con prime visioni, classici restaurati e eventi speciali nel cortile della...
Bergamo ospita la ventesima edizione di un evento che promuove il dialogo interculturale e la...
Un viaggio tra cinema e arte contemporanea con la regista ispano-venezuelana Elena Duque: la collaborazione...
A Bergamo, una settimana ricca di eventi culturali, mostre e incontri fino a domenica. Gli...
Un'opportunità unica per scoprire e vivere il mondo del cinema da protagonisti, con il supporto...

Altre notizie