A Bergamo il tasso di disoccupazione più basso d’Italia, ma crescono gli inattivi

Nonostante il calo della disoccupazione, diminuisce la forza lavoro e aumentano le persone inattive, soprattutto tra i giovani.

Secondo i dati Istat relativi al 2024, la provincia di Bergamo registra il tasso di disoccupazione più basso d’Italia, pari all’1,5%. Tuttavia, parallelamente a questa riduzione, si evidenzia un calo della forza lavoro e un aumento degli inattivi.

Le forze di lavoro nella provincia si attestano a 505 mila unità, un dato sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Questo numero comprende sia gli occupati sia coloro che risultano disoccupati ma in cerca di impiego. Tuttavia, si registra una lieve flessione, con una riduzione di circa mille unità. Allo stesso tempo, gli occupati sono aumentati di 6 mila unità, mentre i disoccupati sono diminuiti drasticamente, dimezzandosi a quota 8 mila persone.

Parallelamente, la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) è cresciuta di 6 mila unità, raggiungendo un totale di 957 mila persone. Questa crescita, però, ha contribuito ad aumentare il numero di individui inattivi, che sono saliti a 218 mila (+4 mila rispetto all’anno precedente). Un dato significativo riguarda il divario di genere, che, pur rimanendo marcato, si è leggermente ridotto.

Occupazione in crescita, ma con differenze di genere

Il tasso di occupazione della fascia 15-64 anni ha raggiunto il 68,4%, un valore in crescita ma ancora inferiore alla media regionale. All’interno di questa categoria si evidenziano andamenti differenti tra uomini e donne: mentre il tasso di occupazione maschile è diminuito di 1,5 punti percentuali, quello femminile è aumentato di 3 punti percentuali.

La componente femminile è stata anche determinante nella forte diminuzione del tasso di disoccupazione, che ha registrato un calo complessivo di 1,8 punti percentuali, portando Bergamo al primo posto tra le province italiane con il tasso più basso.

Un mercato del lavoro in trasformazione

Il quadro delineato dai dati Istat mostra una realtà in evoluzione. Da un lato, la disoccupazione è ai minimi storici, segno di una buona tenuta del mercato del lavoro locale. Dall’altro, l’aumento degli inattivi e la riduzione della forza lavoro pongono interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine di questo trend. L’incremento dell’occupazione femminile è un elemento positivo, ma resta da capire se sarà accompagnato da politiche che favoriscano una maggiore partecipazione della popolazione attiva nel suo complesso.

Redazione

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