Luigi Roffia ha lasciato un segno indelebile, non solo nella scuola, ma anche nella solidarietà. Con un testamento dettagliato, ha distribuito il suo patrimonio immobiliare e finanziario tra scuole, mense, parrocchie e associazioni benefiche, dimostrando un forte attaccamento ai valori dell’istruzione e del sostegno ai più bisognosi.
Un uomo al servizio dell’educazione
Di Sorisole, ma con origini familiari a Sabbioneta (Mantova), Roffia è stato professore di matematica e poi provveditore agli studi. Nel corso della sua carriera ha portato avanti battaglie fondamentali contro la dispersione scolastica, il bullismo e per la tutela delle scuole di montagna. Deceduto a 73 anni il 7 ottobre scorso, dopo una lunga malattia, ha lasciato un’eredità importante non solo in termini di istruzione, ma anche di generosità.
Immobili tra Bergamo, Mantova e la Puglia
Nel suo testamento, Roffia ha suddiviso con precisione il suo patrimonio immobiliare. I terreni agricoli di Sabbioneta, ereditati dal padre, sono stati donati alla parrocchia del Comune, mentre una casa colonica, rustici e un terreno agricolo di oltre 80.000 metri quadri a Casalmaggiore sono stati destinati all’Opera San Francesco per i poveri di Milano.
La sua abitazione a Sorisole, una villetta, è stata affidata al Centro Studi Don Antonio Rubbi, da lui stesso fondato in memoria di un prevosto settecentesco.
Un legame profondo lo univa anche alla Puglia, dove possedeva due appartamenti a Morciano di Leuca, ora donati alla Caritas della Diocesi di Ugento. Un altro fabbricato, situato a Nepole, con vista sul mare e circondato da ulivi, è stato assegnato al Santuario di Santa Maria di Leuca, per offrire un luogo di riposo ai sacerdoti in quiescenza.
Un patrimonio destinato alla solidarietà
Oltre agli immobili, Roffia ha lasciato un patrimonio finanziario di valore milionario, destinandolo a numerose realtà benefiche. Tra i beneficiari ci sono la scuola dell’infanzia di via Papa Giovanni XXIII a Sorisole, le suore benedettine di clausura Santa Grata di Bergamo, la mensa dei poveri opera servo di Dio di don Alberto Beretta, la Fondazione Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi, la parrocchia di Sorisole e l’istituto comprensivo di Zogno, dove aveva iniziato la sua carriera di insegnante.
Nel suo testamento olografo, ha voluto lasciare solo una frase tratta dai Salmi: «La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero», un messaggio che sintetizza il senso del suo ultimo gesto di generosità.
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