Un’escursione in quota si è trasformata in un incidente pericoloso per una donna di 33 anni, rimasta ferita dopo una caduta su una lastra di ghiaccio mentre percorreva un sentiero in alta quota nel territorio del Cimon della Bagozza, tra la Val di Scalve e la Val Camonica. L’incidente si è verificato nella mattinata di sabato 5 aprile, nel suggestivo ma impegnativo canale del Lupo, dove la donna ha perso l’equilibrio, precipitando per circa cinquanta metri.
L’allarme è scattato intorno alle 11.00, quando i due amici che erano con lei, equipaggiati con l’attrezzatura adeguata, hanno assistito alla caduta e hanno immediatamente allertato i soccorsi. Le operazioni di recupero sono state gestite dalla centrale operativa che ha inviato sul posto l’elicottero dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), decollato da Bergamo in codice rosso, il massimo livello di emergenza previsto.
Nonostante la violenza della caduta, le condizioni della donna non sarebbero critiche. Dopo essere stata raggiunta e stabilizzata dai soccorritori, è stata trasportata in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata ricoverata per accertamenti e cure. La tempestività dell’intervento ha evitato conseguenze peggiori, anche grazie alla presenza e alla prontezza dei due compagni di escursione, uno dei quali è riuscito a bloccare la caduta della donna, impedendo che si aggravasse ulteriormente.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo era ben equipaggiato per affrontare l’escursione in alta quota, ma le condizioni del terreno, ancora ghiacciato nonostante l’inizio della primavera, hanno giocato un ruolo determinante nell’accaduto. Il tratto in cui si è verificata la caduta risulta particolarmente insidioso, specialmente in questo periodo dell’anno in cui l’alternanza tra gelo e disgelo può rendere la superficie instabile e scivolosa.
L’incidente riaccende l’attenzione sulla necessità di una costante prudenza nelle escursioni in montagna, anche per i camminatori esperti. La variabilità delle condizioni atmosferiche, insieme alla presenza di ghiaccio residuo, può trasformare tratti apparentemente sicuri in percorsi pericolosi. Gli operatori del soccorso alpino raccomandano sempre di consultare i bollettini meteo e valutare attentamente la praticabilità dei sentieri prima di intraprendere itinerari ad alta quota, specialmente in zone come il Cimon della Bagozza, dove il rischio di scivolate resta elevato fino a tarda primavera.
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