Giuseppe Fallacara è una figura straordinaria che, fin da bambino, ha avuto un incontro speciale con la medicina. Nel 1974, all’età di sei mesi, gli fu diagnosticata la Tetralogia di Fallot, una grave malformazione cardiaca che richiedeva un intervento chirurgico urgente. Fu grazie al professor Lucio Parenzan, uno dei più grandi cardiologi pediatrici della sua epoca, che Giuseppe riuscì a superare questa difficile prova. Dopo l’intervento, Fallacara ha sempre custodito un legame profondo con il professor Parenzan, il cui impatto sulla sua vita non è mai venuto meno. “L’uomo che aveva toccato il mio cuore”, racconta Fallacara, “mi ha donato una direzione nella vita, insegnandomi che il successo si costruisce con determinazione e passione”.
Da Bimbo Blu di Parenzan a docente
Oggi, Giuseppe Fallacara è il più giovane professore ordinario in Italia nel settore scientifico Icar 14 Composizione Architettonica e Urbana, e ha fondato una scuola di architettura al Politecnico di Bari. Il suo percorso di vita, un autentico esempio di resilienza e dedizione, è una testimonianza di gratitudine verso Parenzan, che gli ha dato una seconda possibilità. Un’opera d’arte da lui progettata simboleggia oggi questa eredità: un “cuore di diamante” realizzato in marmo bianco di Carrara.
Il “cuore di diamante” come simbolo di gratitudine
Il cuore scolpito in marmo bianco Statuario di Carrara, con base in marmo Rosso Levanto, rappresenta un tributo tangibile alla vita e all’opera di Lucio Parenzan. La scultura, realizzata con tecniche robotiche avanzate in collaborazione con l’azienda Mastropasqua Marmi di Venosa, è stata donata all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, proprio nel foyer dell’auditorium dedicato a Parenzan. L’opera è stata consegnata simbolicamente a Francesco Locati, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII, a Stefano Paleari e Paolo Ferrazzi, rispettivamente presidente e direttore scientifico dell’International Heart School. Quest’ultima forma ogni anno dieci medici provenienti da tutto il mondo, contribuendo così a perpetuare l’eredità scientifica di Parenzan.
La scultura è una replica in scala reale del “cuore di diamante”, simbolo dell’evento “What’s new? Cento anni dalla nascita di Lucio Parenzan”, svoltosi il 26 ottobre. Durante quell’evento, Giuseppe Fallacara raccontò la sua storia, confermando il legame indissolubile con il medico che lo aveva salvato. Accanto al cuore, sono esposte anche le illustrazioni di Giulia Neri e il video “Il monumento a Lucio Parenzan”, che raccontano la vita e le conquiste di Parenzan, celebrato come una figura fondamentale per la cardiologia pediatrica mondiale.
Un patrimonio lasciato in eredità
Il cuore di diamante non è l’unico omaggio a Lucio Parenzan. Nell’auditorium dell’ospedale Papa Giovanni XXIII sono anche esposti altri cimeli, tra cui gli strumenti di lavoro del professore e una serie di donazioni fatte dalla sua famiglia. Questi oggetti rappresentano non solo il ricordo di un medico che ha cambiato la vita di molti, ma anche il continuo impegno per la formazione dei medici del futuro. Con più di 15.000 interventi chirurgici al cuore e 350 trapianti, Lucio Parenzan ha fatto di Bergamo la capitale mondiale per lo studio delle patologie cardiache nei bambini. Ancora oggi, il suo nome è sinonimo di eccellenza e di speranza per chi affronta gravi patologie cardiache.
La scultura e le illustrazioni, insieme agli strumenti e ai cimeli, sono un modo per dire che Lucio Parenzan continua a vivere nel cuore di tutti. Il suo lascito, infatti, va oltre la medicina, influenzando generazioni di professionisti e ispirando chiunque si trovi a combattere per la vita.
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