La voragine di Colognola: sicurezza, ritardi e un progetto pronto a ripartire

Tra degrado percepito e lavori in programma, il futuro dell’area ex Molini Moretti torna al centro del dibattito cittadino

A Colognola, lungo via Rampinelli, un cratere profondo fino a otto metri campeggia da anni nel cuore del quartiere. È quanto resta delle fondamenta del secondo lotto edilizio dell’ex area Molini Moretti, un progetto immobiliare iniziato oltre dieci anni fa e mai portato a termine. La situazione è tornata sotto i riflettori in seguito a un’interrogazione presentata dalla consigliera di Fratelli d’Italia Cristina Laganà, che ha parlato di “degrado che impatta sul quartiere in termini di sicurezza e decoro urbano”.

Il progetto rivisto: meno appartamenti, più qualità

L’imprenditore Francesco Manzi, titolare della società che ha acquisito l’area dieci anni fa, ha spiegato i motivi alla base dei ritardi. “Il ritardo è dovuto al fatto che la convenzione si basava su un progetto ormai vecchio. Dopo il Covid le richieste per le abitazioni sono cambiate: si chiedono balconi più ampi, spazi più grandi e materiali più leggeri”. In risposta a queste mutate esigenze, il numero degli alloggi è stato ridotto da 110 a 90, con soluzioni abitative aggiornate agli standard post-pandemici. La nuova variante progettuale è attualmente in fase di definizione e sarà protocollata in Comune nelle prossime settimane. “Procederemo presto con il protocollo della documentazione del progetto ex novo e poi partiamo con le edificazioni. Contiamo di iniziare a costruire in estate. Stimiamo di terminare il cantiere nel 2027”, ha aggiunto Manzi.

Sicurezza e controlli: la replica dell’amministrazione

I timori per la sicurezza sono al centro dell’interrogazione di FdI, che chiede all’amministrazione di intervenire per mettere in sicurezza l’area. In risposta, l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini ha spiegato: “La convenzione fu firmata nel 2008 dalla Giunta Bruni e modificata nel 2013 dalla Giunta Tentorio. A causa delle proroghe legislative degli ultimi anni, la scadenza è ora fissata per il 21 maggio 2026”. Inoltre, i sopralluoghi effettuati a inizio marzo dalla Polizia locale hanno evidenziato una sola criticità: “il distacco di una lamiera della recinzione metallica, subito risolto dal referente di cantiere”.

Il cantiere: tra degrado percepito e vigilanza costante

Sebbene l’area appaia ai residenti come una “voragine dimenticata”, l’operatore respinge le accuse di abbandono. “Il degrado non è reale. Il cantiere non è mai fermo e facciamo sempre un’attenta opera di controllo”, ha sottolineato Manzi. Tuttavia, le paratie arrugginite e lo stato visivo dell’area continuano a generare malcontento tra i cittadini e preoccupazione per la sicurezza.

Redazione

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