Allarme droga nella provincia di Bergamo: nel corso del 2024 sono state 1.037 le segnalazioni di cittadini trovati in possesso di sostanze stupefacenti a uso personale, con una media di quasi tre casi al giorno. E il trend è in ulteriore crescita: nei primi tre mesi del 2025, le segnalazioni hanno già raggiunto quota 320, pari a 3,5 persone al giorno, con un incremento complessivo del 20% rispetto all’anno precedente.
I dati emergono dal lavoro del Nucleo operativo per la tossicodipendenza della Prefettura di Bergamo, che riceve le segnalazioni da parte delle forze dell’ordine. Si tratta di violazioni amministrative, non penali: i soggetti coinvolti non sono accusati di spaccio, ma risultano assuntori trovati in possesso di modiche quantità di droga, riconducibili all’uso personale. Tra le sanzioni applicate, la sospensione della patente di guida per un mese è una delle più frequenti.
Il prefetto Luca Rotondi ha definito il quadro «preoccupante», sottolineando come la domanda di sostanze stupefacenti si mantenga molto elevata e si distribuisca trasversalmente su tutte le fasce d’età. Particolarmente allarmanti sono i dati relativi ai giovanissimi, con segnalazioni che riguardano adolescenti anche di 13 anni sorpresi con hashish, segno di un avvicinamento sempre più precoce al consumo di droghe leggere.
All’estremo opposto della scala anagrafica, tra gli over 65 è la cocaina a far registrare l’aumento più significativo, evidenziando come il fenomeno coinvolga anche categorie sociali generalmente ritenute meno esposte al rischio di tossicodipendenza. Questa tendenza contribuisce a delineare un profilo del consumatore sempre più variegato e complesso, difficile da inquadrare in una categoria sociale o anagrafica specifica.
In crescita anche i provvedimenti di ritiro della patente, conseguenza diretta dei controlli stradali che spesso rivelano l’uso di stupefacenti tra gli automobilisti. Le forze dell’ordine stanno intensificando le verifiche, sia su strada che in contesti sensibili come scuole, parchi e aree di ritrovo giovanili.
Il Nucleo operativo della Prefettura, oltre a registrare i dati, svolge attività di orientamento e prevenzione, convocando le persone segnalate per un colloquio informativo e valutando, nei casi opportuni, l’inserimento in percorsi riabilitativi o di sostegno. Ma, come evidenziato dallo stesso prefetto Rotondi, «il solo intervento repressivo non basta» a contenere un fenomeno che richiede azioni coordinate sul piano educativo, sociale e sanitario.
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