Una notte di festa si è trasformata in incubo per uno studente 18enne di Bergamo, aggredito brutalmente mentre cercava di sedare una rissa fuori da un locale di via Baschenis, nella zona centrale della città. Il giovane, che frequenta l’istituto Natta ed era in procinto di partire per un progetto scolastico negli Stati Uniti, è stato colpito da calci e pugni al volto e all’addome ed è finito in ospedale con una prognosi superiore ai venti giorni.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 4 del mattino, nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 aprile. Il ragazzo, secondo quanto raccontato dalla madre, era intervenuto per cercare di calmare gli animi durante un alterco scoppiato tra alcuni presenti. Dopo aver riportato la calma senza usare violenza, è stato colpito da uno sconosciuto – descritto come un uomo di colore – che ha agito con una ferocia improvvisa.
«L’ha colpito al volto e all’addome senza motivo», racconta la madre a L’Eco di Bergamo. «Con la sola colpa di aver cercato di aiutare, mio figlio è ora ricoverato al Papa Giovanni XXIII con un trauma maxillo-facciale. Domani dovrà subire un’operazione. Aveva organizzato quella serata per salutare i compagni prima della partenza per gli Stati Uniti. Ora non sappiamo se riuscirà a partire, la priorità è la sua salute».
L’allarme è stato dato dallo stesso ragazzo, che ha contattato la Polizia di Stato nonostante fosse ferito. Sul posto sono intervenute una volante e i sanitari della Croce Rossa, che hanno trasportato il giovane in codice verde all’ospedale. La denuncia è stata formalizzata nelle ore successive e ora la Questura di Bergamo indaga per ricostruire l’accaduto e rintracciare l’aggressore, che si è dileguato subito dopo l’attacco.
L’episodio ha sollevato numerose polemiche, in particolare per la mancanza di intervento da parte degli adulti presenti e dei buttafuori del locale, che – secondo quanto riferito dalla famiglia – non sarebbero intervenuti poiché i fatti sono avvenuti a distanza dall’ingresso.
«Mi fa rabbia l’indifferenza», ha detto la madre del 18enne. «Nessuno ha fatto nulla, e anche i compagni presenti sono riusciti solo in parte a fornire una descrizione dell’aggressore. C’è troppa violenza in giro, anche altri ragazzi sono stati recentemente aggrediti in centro. Come genitori, siamo molto preoccupati».
Il racconto della donna è stato condiviso sui social, dove ha ricevuto numerosi messaggi di solidarietà, ma ha anche acceso un riflettore sull’emergenza sicurezza tra i giovani e sulla necessità di una maggiore presenza e vigilanza nelle zone della movida. La speranza, ora, è che lo studente possa rimettersi presto e – se le condizioni lo permetteranno – realizzare il suo sogno di partire per gli Stati Uniti.
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