Rischio valanghe marcato sulle Alpi Orobie
Nelle zone più alte delle Orobie il pericolo valanghe resta marcato, con un livello 3 su 5 secondo il bollettino regionale. La presenza consistente di neve oltre i 2.300 metri sui versanti sud e sopra i 1.700 metri su quelli a nord rappresenta una condizione da monitorare con attenzione, soprattutto per chi pratica scialpinismo. Dopo le recenti precipitazioni, che tra il 13 e il 15 aprile hanno portato circa 90 millimetri complessivi tra pioggia e neve, i tecnici hanno rilevato distacchi spontanei di piccole valanghe in diversi canali montani, come quelli della parete nord della Presolana.
Neve abbondante in quota anche a fine aprile
Un metro di neve è stato registrato sulle piste alte di San Simone, a Valleve, uno dei punti più innevati delle Orobie. Alla centralina del lago Fregabolgia di Carona, a quasi 2.000 metri di altitudine, il manto nevoso toccava i 74 centimetri, scenario perfetto per il trofeo di scialpinismo “Parravicini”. Questa condizione, benché rara negli ultimi anni, non è straordinaria nel confronto con decenni fa, quando non era insolito sciare già a novembre e fino a maggio inoltrato.
Il cambiamento della quota neve negli ultimi decenni
Secondo il nivologo Federico Rota, consulente per la Provincia, la quota neve si è progressivamente alzata con il passare degli anni. Se in passato si poteva contare su un innevamento precoce e duraturo, oggi anche quando nevica a bassa quota, il manto tende a sciogliersi rapidamente. «La neve scende ancora a bassa quota, ma resta poco», sottolinea l’esperto, spiegando come ora si trovi soprattutto oltre i 1.700-2.300 metri, a seconda dell’esposizione.
Rifugi ancora chiusi in attesa del miglioramento del tempo
Molti rifugi orobici hanno scelto di posticipare l’apertura della stagione escursionistica. Le previsioni di pioggia hanno indotto i gestori a rimandare l’avvio delle attività al prossimo fine settimana. Fa eccezione il rifugio Albani, in Valle di Scalve, dove Chicco Zani ha deciso di restare aperto fino a Pasquetta prima di prendersi una pausa e riaprire il 13 giugno. «Il panorama resta invernale, specialmente guardando verso la Presolana», racconta.
Escursioni sicure nonostante la neve
In alta quota, come nei pressi del lago di Coca in Val Seriana, la neve è ancora presente solo oltre il rifugio omonimo, ma il sentiero Cai 403 risulta tracciato e percorribile in sicurezza. Questo consente agli escursionisti di godere del suggestivo scenario della Conca dei Giganti, uno dei luoghi più affascinanti delle Orobie bergamasche, specialmente durante le brevi tregue dal maltempo.
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