La Bassa Bergamasca chiede equità: “Più investimenti per viabilità e sanità”

Ventitré sindaci lanciano un appello congiunto per colmare il divario con Bergamo città: priorità a infrastrutture, sanità, trasporto e formazione

Lettera congiunta per una svolta

Un appello forte e chiaro parte dalla Bassa Bergamasca: ventitré sindaci del territorio hanno sottoscritto una lettera aperta per denunciare il crescente squilibrio negli investimenti rispetto al capoluogo orobico e al suo hinterland. Il documento, riportato da L’Eco di Bergamo, reclama maggiore attenzione per un’area che rappresenta il motore produttivo della provincia, ma che da troppo tempo viene trascurata nelle politiche regionali e provinciali.

Viabilità inadeguata e collegamenti insufficienti

Uno dei temi centrali sollevati dai sindaci è la scarsa qualità della viabilità, ritenuta insufficiente a supportare lo sviluppo dell’area. “È più facile raggiungere Milano o Brescia che Bergamo”, denunciano i firmatari, sottolineando le difficoltà logistiche della pianura orientale, ricca di insediamenti logistici ma priva di adeguate infrastrutture. Anche i collegamenti nord-sud della provincia risultano carenti, e si invoca l’ammodernamento della viabilità ordinaria, con particolare attenzione alla nuova tangenziale “Cremasca”.

Il trasporto pubblico divide la provincia

La disparità è evidente anche nei trasporti pubblici. Mentre il capoluogo bergamasco beneficia di progetti come la T1, T2 e il sistema e-BRT – sostenuti in parte dai fondi PNRR – nella Bassa i servizi si sono contratti. I sindaci denunciano una “provincia spaccata in due”, dove le aree più periferiche restano escluse dai grandi interventi infrastrutturali, alimentando un senso di marginalizzazione tra i cittadini”.

Sanità e case di comunità: “Servono più risorse”

Il fronte sanitario rappresenta un altro punto dolente. I primi cittadini ricordano gli investimenti assegnati all’ospedale Papa Giovanni XXIII e a quello di Alzano, considerati legittimi, ma lamentano una mancanza di attenzione verso l’ASST Bergamo Ovest, che serve quasi metà della popolazione provinciale. Chiedono il potenziamento delle strutture sanitarie esistenti e la creazione di nuove Case e Ospedali di Comunità.

Formazione e abitazioni: altri nodi critici

L’appello non trascura altri temi strategici, come la formazione professionale, indicata come settore chiave per sostenere la crescita dell’occupazione, e l’emergenza abitativa, che colpisce soprattutto i piccoli comuni della pianura. I firmatari chiedono azioni concrete per garantire un equilibrio sociale ed economico e per impedire una deriva che potrebbe portare a una frattura irreparabile tra città e provincia.

I sindaci firmatari dell’appello

I sindaci che hanno sottoscritto il documento sono: Andrea Capelletti (Covo), Mauro Brambilla (Fontanella), Vincenzo Trapattoni (Barbata), Pasquale Busetti (Martinengo), Marco Gazzaniga (Calcio), Simone Nava (Antegnate), Antonio Marchetti (Torre Pallavicina), Matteo Seghezzi (Fara Olivana con Sola), Gianluigi Conti (Ghisalba), Gianni Forlani (Cividate), Gianfranco Gafforelli (Romano di Lombardia), Giuseppe Joi Donati (Isso), Roberto Ravanelli (Arcene), Mauro Barelli (Pumenengo), Yuri Grasselli (Spirano), Marco Bonardi (Brignano Gera d’Adda), Giuseppe Vanoli (Pognano), Fabio Ferla (Calvenzano), Luigi Rozzoni (Castel Rozzone), Eugenio Cerea (Mornico al Serio), Ivan Riva (Lurano), Simone Piana (Mozzanica), Mario Mazza (Palosco).

Malanchini: “Da tempo chiedo attenzione per la Bassa”

Il consigliere regionale Giovanni Malanchini (Lega) ha accolto con favore l’iniziativa, ricordando come da anni stia sollecitando un cambio di passo nella gestione della Bassa. In un comunicato ha ribadito che si tratta dell’area economicamente più vivace della provincia, con oltre 350 mila abitanti, e che senza investimenti adeguati si rischia una frattura territoriale. Secondo Malanchini, bisogna “superare le etichette geografiche e focalizzarsi sulla sostanza: potenziare la formazione, investire nella sanità e rafforzare i collegamenti strategici, anche in assenza di grandi opere come la discussa Bergamo-Treviglio”.

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