Nuovo sistema tariffario: semplificazione ed equità
Il Piano di Bacino per il trasporto pubblico locale di Bergamo sta subendo un importante cambiamento con l’introduzione di un sistema tariffario semplificato che prevede cinque macro-zone e tre livelli tariffari. Questo nuovo modello, sebbene ancora in fase di proposta, mira a rendere più accessibile e sostenibile il trasporto pubblico per i cittadini, con l’obiettivo di ridurre l’impatto del traffico privato. La proposta prevede una tariffa unica per gli spostamenti all’interno della stessa zona, indipendentemente dalla durata o dalla distanza percorsa. In pratica, un viaggio tra due comuni vicini, come quello tra Mapello e Ponte San Pietro, avrà lo stesso costo, a prescindere dal tempo e dalla distanza.
Tre livelli tariffari: Ambito Urbano, Zona e Bacino
Il sistema prevede tre differenti livelli tariffari: quello urbano, che riguarda gli spostamenti all’interno del centro di Bergamo; quello di zona, per gli spostamenti tra comuni limitrofi; e infine la tariffa di bacino, che copre l’intero territorio di Bergamo e le aree più lontane. La grande novità di questo piano è proprio la possibilità di pagare la stessa tariffa per un viaggio più lungo, incentivando gli spostamenti con il trasporto pubblico su distanze più ampie, contribuendo così alla sostenibilità ambientale.
Nonostante il vantaggio economico per i viaggi più lunghi, alcune critiche sono emerse da parte delle aziende del trasporto pubblico, come ATB e TEV, che hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità economica di questo nuovo sistema e sui possibili aumenti delle tariffe per gli utenti urbani.
Poli secondari: nuovo modello di rete integrata
Un altro punto cardine del Piano di Bacino riguarda l’introduzione di cinque poli secondari. Questi centri, che vanno oltre il tradizionale Ambito urbano di Bergamo, sono situati a Dalmine, Albino, Ponte San Pietro, Treviglio e Seriate. L’intento è quello di creare micro-reti attorno a questi centri, che possano offrire una mobilità più integrata e meno focalizzata sulla sola città di Bergamo. Oggi, infatti, la rete di trasporto pubblico è ancora troppo centrata sul capoluogo, mentre la mobilità tra i comuni limitrofi avviene spesso tramite mezzi privati o scuolabus.
L’introduzione di questi poli secondari si pone l’obiettivo di diversificare l’offerta di trasporto e rispondere meglio alle esigenze di mobilità di questi centri, riducendo la dipendenza dall’auto privata e migliorando i collegamenti tra le diverse realtà del territorio.
Fondi e risorse per il Trasporto Pubblico
Il piano di rinnovamento del trasporto pubblico prevede, tuttavia, un nodo cruciale: le risorse economiche. Per implementare il nuovo modello di mobilità, l’Agenzia del Trasporto pubblico locale ha calcolato un fabbisogno aggiuntivo di risorse che potrebbe oscillare tra i 13 e i 15 milioni di euro. L’obiettivo è quello di passare dal “piano minimo”, che prevede un’offerta complessiva di 21,6 milioni di vetture al chilometro all’anno, al “piano a tendere”, che mira a garantire 26,7 milioni di vett-km.
L’Agenzia sta quindi cercando di identificare soluzioni di finanziamento alternative a quelle pubbliche, pur consapevole che le risorse disponibili rappresentano una sfida importante per realizzare gli obiettivi del Piano.
Tempistiche e prossimi passi
L’attuale fase prevede una consultazione pubblica sulle proposte avanzate, con 43 osservazioni già raccolte e pubblicate sul sito dell’Agenzia. Dopo aver esaminato i rilievi, l’Agenzia prevede di portare il piano per l’approvazione a settembre, con i bandi di gara previsti tra la fine dell’anno e l’inizio del 2026.
Il programma delineato, sebbene ambizioso, rappresenta una visione strategica per il futuro del trasporto pubblico locale, con l’obiettivo di rendere la rete più integrata, accessibile e sostenibile per tutti i cittadini.
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