Arcene, 75enne trovato morto in casa: fatale un malore

Il corpo di Alfredo Passera rinvenuto dai vigili del fuoco dopo l’allarme lanciato dai vicini: viveva solo e non si vedeva da oltre 24 ore

Tragedia della solitudine ad Arcene, dove nella mattinata di lunedì 18 agosto è stato ritrovato senza vita Alfredo Passera, 75 anni, residente in via Leone XIII. A far scattare l’allarme sono stati i vicini, preoccupati per la sua assenza prolungata e insospettiti dal fatto di non averlo più visto affacciarsi o uscire di casa da oltre 24 ore.

I vigili del fuoco, intervenuti sul posto, sono riusciti a entrare nell’abitazione attraverso una finestra rimasta socchiusa, trovando l’uomo privo di vita nella vasca da bagno del suo appartamento al secondo piano. L’intervento è scattato poco dopo la segnalazione dei residenti della zona, che hanno chiesto aiuto non vedendo alcun segno di attività dall’abitazione del 75enne.

Secondo i primi accertamenti, il decesso risalirebbe almeno alla giornata di domenica. L’ultimo avvistamento risale infatti a sabato. Passera viveva da solo e non risultano in corso segnalazioni o interventi sanitari recenti che potessero far presagire un quadro clinico particolarmente critico.

Sul posto sono arrivati i sanitari con un’ambulanza e un’automedica, ma per l’uomo non c’era più nulla da fare: il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso. La causa più probabile è un improvviso malore che lo avrebbe colto mentre si trovava in bagno.

Il corpo non presentava segni evidenti di violenza o traumi, e l’autorità giudiziaria non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Nonostante ciò, la dinamica è stata comunque documentata dalle forze dell’ordine per completezza d’indagine, come da prassi in questi casi.

Il dramma ha colpito profondamente il piccolo comune bergamasco, dove Alfredo Passera era conosciuto e stimato. La sua morte solitaria ha riportato l’attenzione sulla fragilità delle persone anziane che vivono sole, spesso senza una rete familiare di supporto quotidiano.

L’intervento tempestivo dei vicini, che non hanno ignorato l’assenza dell’uomo, ha permesso almeno di evitare che il corpo rimanesse per giorni all’interno dell’abitazione. Un gesto di attenzione e umanità che dimostra quanto il senso di comunità possa ancora fare la differenza.

Redazione

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