Ha cercato di rubare sei pezzi di formaggio grana, due t-shirt e un paio di pantaloni in un supermercato della Bassa, ma non per fame o per rivenderli a scopo di guadagno generico. Il suo obiettivo era racimolare i soldi necessari per rifare la carta d’identità smarrita, documento indispensabile per ritirare gli stipendi di giugno e luglio che giacciono ancora in banca. Un gesto disperato, che ha portato all’arresto di un uomo italiano, poco più che trentenne, con l’accusa di tentato furto aggravato.
La vicenda si è consumata nel pomeriggio di mercoledì e ha avuto un epilogo in tribunale, dove l’uomo si è presentato mortificato e con il capo chino, spiegando le ragioni che lo hanno spinto a commettere il reato. “Non ho scusanti,” ha ammesso, ma ha voluto chiarire le sue difficoltà: “Ho perso la carta d’identità e rifarla costa 27 euro. Senza quel documento non posso accedere agli stipendi, e ho un figlio piccolo che sta facendo visite mediche a pagamento”.
Nonostante abbia un impiego regolare come magazziniere, l’uomo ha dichiarato di essere rimasto completamente senza liquidità, in una situazione che si è aggravata anche a causa della burocrazia. L’unico documento in suo possesso è la denuncia di smarrimento, ma per la banca non è sufficiente a consentirgli il ritiro delle spettanze maturate.
L’arresto è stato convalidato, ma senza l’applicazione di misure cautelari. Il processo è stato aggiornato al 28 ottobre, lasciando all’imputato il tempo per regolarizzare la propria posizione e, forse, recuperare anche i rapporti con la giustizia, così come ha fatto con la propria vita in passato.
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