Il segnale da Pechino: non un messaggio di pace
L’europarlamentare del Partito Democratico Giorgio Gori ha espresso forte preoccupazione per la parata militare che si è svolta a Pechino per celebrare l’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. L’evento, che ha visto la partecipazione di 26 Paesi rappresentanti il 40% della popolazione mondiale e il 25% del PIL globale, secondo l’ex sindaco di Bergamo non ha trasmesso alcun messaggio di pace, ma piuttosto una chiara intenzione di mostrare potere militare ed economico in contrapposizione ai valori occidentali. “La Cina, che già è una potenza economica, ha deciso di dotarsi anche di una forza militare proporzionale. È un messaggio inquietante”, ha dichiarato Gori durante un’intervista video rilasciata a Bergamo in Europa.
Gori: Russia e Cina alzano la testa a causa di Trump
Gori ha collegato la situazione attuale agli effetti della politica estera di Donald Trump, affermando che le misure protezionistiche adottate dagli Stati Uniti hanno contribuito a indebolire le relazioni multilaterali, aprendo la strada a nuovi equilibri dominati da potenze autoritarie. “Tutti questi vuoti, la Cina è pronta a riempirli”, ha aggiunto. A Shanghai, inoltre, era presente anche la Russia, sancendo un’alleanza con la Cina dove “uno comanda e l’altro rende omaggio”, mentre la partecipazione dell’India è stata definita “tutt’altro che scontata”, considerando le tensioni recenti tra Nuova Delhi e Pechino.
D’Alema a Pechino, Gori: “Senza parole”
Durante l’intervista, a Gori è stato chiesto un commento sulla presenza di Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio italiano, tra i partecipanti alla parata di Pechino. La risposta è stata lapidaria: “Mi avvalgo del diritto di non rispondere. Sono veramente senza parole”.
Automotive in crisi, ma l’Italia resiste con la componentistica
Un altro nodo affrontato da Gori riguarda la profonda crisi dell’industria automobilistica europea. L’europarlamentare ha sottolineato come la domanda di automobili sia passata “da 18 a 12 milioni di unità in pochi anni, generando una situazione di sovraccapacità produttiva che coinvolge anche l’Italia”. Stabilimenti come Mirafiori e Cassino operano a regime ridotto o sono fermi.
“Dobbiamo pensare a un inevitabile processo di ristrutturazione dell’intero comparto, anche attraverso nuove aggregazioni”, ha spiegato. Tuttavia, Gori ha evidenziato come le aziende italiane, in particolare nel settore della componentistica, siano già in fase di riconversione e pronte a sfruttare gli esiti relativamente positivi dei negoziati UE-USA sull’automotive. In questo quadro si inserisce anche il dibattito sulla neutralità tecnologica e sulle scelte future tra elettrico e altre soluzioni sostenibili.
L’accordo Ue-Mercosur, un argine alle tensioni con gli USA
Nel suo intervento, Gori ha dedicato spazio anche al recente accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur, frutto di 20 anni di negoziati. L’intesa prevede una riduzione significativa dei dazi su prodotti industriali europei come automobili (oggi al 35%), macchinari (14-20%) e farmaci (fino al 14%).
Secondo le stime della Commissione Europea, le esportazioni UE verso il Mercosur potrebbero crescere fino al 39%, generando 49 miliardi di euro di scambi annuali e sostenendo oltre 440.000 posti di lavoro. “È una prima risposta alla guerra commerciale imposta da Trump”, ha osservato Gori.
L’accordo prevede anche tutele per i prodotti di qualità europei e un contenimento delle importazioni agroalimentari dal Sud America, limitandole a una frazione della produzione UE. L’auspicio, secondo Gori, è che l’Europa prosegua con gli altri tavoli negoziali in corso, in particolare con Australia, Indonesia, India, Thailandia e Filippine, per diversificare i mercati di sbocco delle aziende europee.
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Unità a buttate miliardi, a fare guerre, a far fallite la nazione, le famiglie, le persone.
Tiratevi da parte altrimenti finite male.
Ci manca questo qui a fare l’esperto di politica estera………
L’occidente deve avere paura di quelli come te, ruffiano opportunista. Cambi opinione dall’oggi al domani solo per opportunismo.
No comment
MA GUARDA UN PO’…E CHI ERA IL SINDACO DI BERGAMO ???
CAPPERI….