In vent’anni a Bergamo un quinto di dipendenti pubblici in meno

Lo studio della Uil Lombardia fotografa la riduzione del personale negli enti locali: tra tagli, blocchi al turnover e tentativi di ripresa

La fotografia della Uil: tagli drastici dal 2001 al 2023

Secondo i dati contenuti nello studio della Uil Lombardia, basati sul conto annuale del personale redatto dalla Ragioneria generale dello Stato, negli ultimi ventidue anni si registra una significativa riduzione del personale negli enti pubblici locali della provincia di Bergamo. Nel dettaglio, il Comune di Bergamo passa dai 1.078 dipendenti del 2001 ai 972 del 2011, fino agli 871 del 2023, con un calo complessivo del 19,2% rispetto al 2001 e del 10,4% rispetto al 2011.

Ancora più marcata la flessione per la Provincia di Bergamo, che da 610 dipendenti nel 2001 raggiunge i 639 nel 2011, per poi scendere drasticamente a 476 nel 2023. Il decremento è pari al 22% sul 2001 e al 25,5% sul 2011.

A livello regionale, la UIL Lombardia evidenzia che l’organico complessivo degli enti locali in Lombardia cala del 27,4% rispetto al 2001 e del 18,1% rispetto al 2011.

La posizione del sindacato: meno servizi e più stress per i dipendenti

Il segrettario confederale regionale della Uil Lombardia, Salvatore Monteduro, interpreta i dati con una nota critica, affermando che “i numeri parlano chiaro: il lavoro pubblico in Lombardia è stato trattato per anni come un costo da comprimere, anziché come una risorsa su cui investire. Ma senza personale sufficiente non si garantiscono servizi di qualità ai cittadini”.

Alle sue parole si aggiunge la riflessione del segretario generale della Uil Fpl Lombardia, Daniele Ballabio, che dichiara: “Meno personale significa più carichi di lavoro, meno possibilità di conciliazione e maggiore stress organizzativo. Con salari che non tengono il passo con l’inflazione, il rischio è che la pubblica amministrazione perda attrattività e non riesca ad attrarre giovani professionalità”. Secondo Ballabio, è necessario “un rinnovo del contratto collettivo nazionale che riconosca dignità e professionalità, e serve una svolta negli investimenti sul lavoro pubblico locale”.

Palazzo Frizzoni: le cause, le soluzioni e i dati aggiornati

Dal Comune di Bergamo, dove la delega al personale è affidata alla sindaca Elena Carnevali, viene ricordato che la progressiva riduzione del personale è dovuta in larga parte al cosiddetto Decreto Tremonti del 2008, che introduce un quasi totale blocco delle assunzioni, protrattosi fino al 2019. A ciò si aggiungono vincoli di spesa che hanno ostacolato nuove entrate, nonostante la volontà politica e amministrativa di mantenere servizi efficienti.

A fine 2024, grazie anche all’effetto PNRR e allo sblocco del turnover, il personale comunale torna a salire leggermente, raggiungendo quota 874 dipendenti. Il Comune sottolinea che la riduzione più netta riguarda le categorie professionali basse (come operai e ausiliari), mentre i profili medio-alti risultano più stabili. Inoltre, viene evidenziato un dato positivo sulla parità di genere, con una presenza femminile superiore alla media nazionale, anche nei livelli professionali più elevati.

Via Tasso e la riforma Delrio: personale dimezzato nelle Province

Per la Provincia di Bergamo, il punto di svolta è rappresentato dalla riforma Delrio del 2014, che modifica in profondità la struttura degli enti provinciali. Il presidente della Provincia di Bergamo, Pasquale Gandolfi, oggi anche al vertice dell’UPI – Unione delle Province Italiane, ricorda: “La riforma ha sostanzialmente dimezzato il personale, con una ripresa solo negli anni più recenti”.

Secondo Gandolfi, il blocco totale del turnover rimane attivo fino a tre anni fa, poi passa a un parziale sblocco (una nuova entrata ogni quattro uscite), e infine viene completamente eliminato. Per il 2025, la Provincia prevede 75 nuove assunzioni.

Il presidente Gandolfi a L’Eco di Bergamo riconosce però che il problema non è solo normativo: “L’altro tema è l’attrattività della pubblica amministrazione. Al netto dei recenti aumenti contrattuali, gli stipendi per le figure tecniche specializzate sono nettamente inferiori a quelli del privato, dove peraltro hanno anche meno responsabilità”. In qualità di rappresentante dell’UPI, Gandolfi riferisce di aver chiesto al ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, l’aumento del fondo per i dipendenti, in particolare per le posizioni organizzative, dichiarando che “la coperta è corta, ma abbiamo ottenuto un primo risultato”.

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