Potrebbero aumentare fino al 30% gli importi degli espropri per la realizzazione della nuova autostrada Bergamo-Treviglio. Il motivo? Secondo Matilde Tura, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Treviglio, le stime economiche del progetto sarebbero basate su un Piano di governo del territorio (Pgt) ormai superato, quello del 2012, anziché su quello attualmente in vigore, approvato nel 2024.
Un errore che non sarebbe solo formale: le modifiche urbanistiche, ambientali e paesaggistiche introdotte dal nuovo Pgt cambiano radicalmente il valore di molte aree, con conseguenze significative sulle stime degli indennizzi.
Pgt vecchio, valori sbagliati: “Un macroscopico errore”
Tura, dopo aver analizzato oltre mille tavole progettuali, ha evidenziato come un terzo del tracciato autostradale interessi il territorio di Treviglio, e in particolare zone delicate come l’area tra Geromina e Castel Cerreto, caratterizzata dalla presenza di rogge storiche e di un rilievo morfologico tutelato.
Secondo la consigliera, il nuovo Pgt attribuisce a queste aree un valore ambientale elevato, definendole “invarianti paesaggistico-ambientali”, con prescrizioni severe: niente demolizioni di rogge, niente artificializzazione degli alvei, divieto di frammentare i corridoi ecologici. Il progetto autostradale, invece, prevederebbe interventi infrastrutturali incompatibili, come la demolizione di un tratto della roggia Vailata.
Oltre agli aspetti ambientali, ci sono implicazioni economiche rilevanti: alcune superfici, precedentemente classificate come AGR3 (agricole di minor valore), sono ora classificate AGR2 per la maggiore vicinanza all’urbanizzato, aumentando così il loro valore di mercato. Di conseguenza, le stime sugli espropri risultano sottostimate, secondo Tura, anche fino al 30% in più rispetto a quanto calcolato.
Il dubbio sul Quadro economico: “Mai presentato”
La capogruppo Pd solleva anche un interrogativo sul Quadro economico dell’opera, previsto tra gli elaborati ma mai reso pubblico: «Mi chiedo se proprio per questi motivi – spiega Tura a L’Eco di Bergamo – il Quadro economico non sia stato ancora presentato. Forse perché le cifre previste per gli espropri sono errate e troppo basse?».
La critica è durissima: «Il progetto, più che sul tavolo del ministero, dovrebbe finire nel cestino della spazzatura», ha dichiarato.
La replica di Cal: “Valutazioni centimetro per centimetro”
Gianantonio Arnoldi, amministratore delegato di Cal (Concessioni Autostradali Lombarde), respinge le accuse e difende il lavoro svolto: «Mi riservo di verificare quanto viene contestato, ma siamo professionisti seri. Confido che tutto sia stato fatto correttamente».
Sui possibili aumenti degli indennizzi agli espropriati, Cal ostenta sicurezza: «Abbiamo un ufficio dedicato che ha valutato tutto secondo la normativa vigente. Conosciamo la situazione espropri centimetro per centimetro».
E se qualche aggiustamento dovesse rendersi necessario? «Se serviranno più risorse, chi deve mettercele lo farà. E invece di una concessione da 60 anni, magari sarà da 63».
Una partita ancora aperta
L’episodio riaccende il dibattito attorno al controverso progetto autostradale, spesso criticato per l’impatto ambientale e i costi elevati. La questione degli espropri, ora, rischia di diventare un nodo cruciale, capace di rallentare o modificare il percorso dell’opera.
Nel frattempo, le richieste di trasparenza e aggiornamento del quadro documentale restano sul tavolo, mentre cittadini e amministrazioni locali attendono risposte puntuali su valori, vincoli e sostenibilità economica dell’intervento.
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