Bergamo resta indietro nella classifica nazionale dei livelli di istruzione. I nuovi dati Istat fotografano un quadro che, pur con lievi segnali di miglioramento, conferma il basso tasso di laureati in provincia, fermo al 13,79% della popolazione dai 9 anni in su. Il dato colloca la Bergamasca al 79° posto tra le province italiane, molto lontana dai vertici della graduatoria guidata da Roma (23,1%), Milano (22,86%) e Bologna (22,33%). La provincia del Sud Sardegna, fanalino di coda, non supera il 10%.
Nel territorio orobico, la maggior parte dei cittadini possiede solo un titolo di scuola media inferiore, pari al 50,24% della popolazione. Il restante 35,96% è in possesso di un diploma, mentre i laureati rappresentano poco più di un decimo del totale. Una fotografia che riflette la storia industriale e produttiva dell’area, dove il rapido sviluppo economico del dopoguerra ha privilegiato l’ingresso immediato nel mondo del lavoro a scapito dei percorsi universitari.
Segnali di crescita, ma il divario resta
Un confronto con le rilevazioni Istat del 2018, quando la quota di laureati era del 7,94%, evidenzia una crescita rilevante. Tuttavia, la dinamica demografica gioca un ruolo importante: l’uscita dalle statistiche delle generazioni più anziane, generalmente meno scolarizzate, e l’ingresso dei più giovani con titoli di studio superiori contribuiscono a migliorare i dati complessivi.
La geografia dell’istruzione nella Bergamasca
Guardando ai singoli comuni, la città di Bergamo guida la classifica provinciale con il 28,2% di laureati, seguita da Gorle (24%) e Mozzo (20,9%). Comuni che, non a caso, coincidono con quelli a reddito medio più elevato, confermando la correlazione tra livello di istruzione e situazione economica. Treviglio si piazza al quarto posto con il 20,3%, seguita da un gruppo di centri dell’hinterland come Ranica, Torre Boldone, Ponteranica, Curno e Scanzorosciate.
Non mancano sorprese: Lovere, sul lago d’Iseo, è settima con il 18,5%, mentre Castro e Sarnico si attestano attorno al 16%. Anche alcune località montane registrano dati interessanti, come Rovetta (13,6%) e Valnegra (13,5%).
Terza media: ancora troppo diffusa in montagna
La mappa si capovolge se si analizzano i comuni dove è più alta la percentuale di residenti fermi alla terza media. A Blello, il 72,5% non è andato oltre la licenza media (pur con un 10,1% di laureati), a Valtorta si arriva al 70,2% e a Ornica al 69,9%. In totale, ben 196 comuni bergamaschi su 243 superano il 50% di residenti con solo la terza media.
Questa tendenza è più marcata nelle aree interne e montane, dove si registra anche un’alta incidenza di anziani e pensionati. Inoltre, si tratta di zone con redditi più bassi e meno accesso a strutture educative di secondo livello.
Diplomati: la montagna sorprende
Un dato curioso riguarda la presenza elevata di diplomati in alcuni comuni montani. A Piazza Brembana, ad esempio, il 43,4% dei residenti è diplomato; Vilminore di Scalve segue con il 42,5%, e Piazzatorre con il 42,1%. In questi contesti, la presenza storica di istituti tecnici e professionali ha favorito una formazione mirata all’inserimento nel tessuto produttivo locale, soprattutto nei settori commerciali e artigianali.
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