Nuove risorse per un turismo alla portata di tutti
Con il nuovo provvedimento approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, la Regione Lombardia destina 345.503 euro al potenziamento del progetto “STAI a Bergamo” (Sistemi Turistici Accessibili e Inclusivi).
Le risorse, provenienti dal Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità istituito dal Decreto-Legge 41/2021, derivano da contributi statali assegnati alla Regione con Decreto Ministeriale del 28 settembre 2021.
L’obiettivo è rafforzare e completare le azioni avviate nel biennio 2023–2024, in occasione di Bergamo e Brescia Capitali della Cultura, proseguendo la realizzazione di percorsi turistici accessibili, servizi dedicati e strumenti informativi inclusivi che rendano la fruizione del territorio pienamente accessibile alle persone con disabilità.
Continuità al progetto nato con Bergamo e Brescia Capitali della Cultura
Il progetto “STAI a Bergamo”, con VisitBergamo come ente capofila, si colloca nell’ambito dell’obiettivo 2.2.1 del Programma Regionale di Sviluppo (PRS) e rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, operatori turistici e realtà del terzo settore.
L’iniziativa punta a valorizzare le eccellenze del territorio bergamasco, mettendo in rete enti pubblici, associazioni e imprese per creare un sistema turistico inclusivo e sostenibile, capace di accogliere tutti i visitatori in modo equo e rispettoso delle diverse esigenze.
L’intento è quello di dare continuità ai risultati raggiunti nel 2023 con Bergamo-Brescia Capitale della Cultura, rafforzando il dialogo tra cultura, accessibilità e innovazione sociale.
Lucchini: “Un sistema ricettivo inclusivo e senza barriere”
«Regione Lombardia, dopo gli esiti della prima edizione di STAI, molto apprezzata nei territori di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura 2023 – afferma Elena Lucchini, assessore alla Famiglia e Disabilità – sta proseguendo nella costruzione di un sistema ricettivo inclusivo.
E vogliamo consolidare una rete di accoglienza turistica che metta davvero al centro le persone, senza barriere.
L’inclusione non è solo un principio, ma un obiettivo concreto: significa garantire a tutti la possibilità di vivere, conoscere e apprezzare le bellezze della Lombardia, a partire da un territorio straordinario come quello di Bergamo e della sua provincia.
Questo intervento – conclude Lucchini – prosegue l’impegno della Regione per un turismo accessibile, sostenibile e attento ai bisogni di ciascuno».
Mazzali: “Il turismo accessibile è un diritto e una grande opportunità”
Sulla stessa linea l’assessore regionale al Turismo, Moda e Marketing Territoriale, Barbara Mazzali, che evidenzia il valore culturale e sociale del progetto:
«La Lombardia è una regione straordinaria, capace di offrire emozioni e bellezza a ogni passo, dalle montagne alle città d’arte, dai borghi ai laghi. Ed è fondamentale che tutti, senza distinzione, possano viverla pienamente.
Il progetto STAI rappresenta un passo importante in questa direzione, perché il turismo accessibile non è solo un diritto, ma anche una grande opportunità di crescita per i territori.
Significa progettare esperienze di viaggio inclusive, creare infrastrutture e servizi in grado di accogliere anche chi ha esigenze specifiche, valorizzando il senso autentico dell’ospitalità lombarda».
Mazzali ha poi aggiunto: «Questo impegno si intreccia con la prospettiva delle Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, che ci ricordano quanto sport e turismo possano diventare strumenti di integrazione e orgoglio collettivo.
Ma la sfida va ben oltre un evento: riguarda la capacità di costruire una Lombardia sempre più aperta, accogliente e umana, dove la bellezza è davvero per tutti».
Un modello di accoglienza sostenibile e condiviso
Il potenziamento del progetto “STAI a Bergamo” conferma la volontà della Regione di promuovere un turismo attento alle persone, in grado di coniugare inclusione, sostenibilità e innovazione.
Le nuove risorse economiche serviranno a completare i percorsi accessibili già avviati, ampliare la rete di strutture ricettive inclusive e sviluppare campagne di sensibilizzazione rivolte sia agli operatori turistici sia alla cittadinanza, per promuovere una cultura dell’accoglienza senza barriere.
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