Dopo appena due giorni dalla loro attivazione, le misure anti-inquinamento temporanee vengono revocate in provincia di Bergamo. La decisione arriva dalla Direzione generale dell’Assessorato all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, che ha comunicato la disattivazione a partire da giovedì 16 ottobre, sulla base dei nuovi dati Arpa relativi alla concentrazione di Pm10, rientrati sotto la soglia di allerta.
Le limitazioni erano state introdotte il 14 ottobre in seguito a un superamento prolungato del limite giornaliero di 50 µg/m³ registrato nei giorni precedenti. In particolare, in Bergamasca si era arrivati a toccare i 57 microgrammi per metro cubo, un valore preoccupante che aveva portato all’attivazione automatica del protocollo regionale per il contrasto all’inquinamento atmosferico.
Tuttavia, la concentrazione di polveri sottili è scesa per due giorni consecutivi sotto i limiti consentiti, motivo per cui le misure temporanee sono state revocate non solo a Bergamo, ma anche nelle province di Milano e Cremona. Restano invece attive nei territori di Monza, Lodi e Pavia, dove i valori continuano a superare la soglia critica e saranno soggetti a ulteriori verifiche nei prossimi giorni.
Le misure revocate
Le limitazioni introdotte riguardavano sia ambiti residenziali che agricoli e di mobilità. Tra le disposizioni ora non più attive:
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Divieto di utilizzo di impianti termici a biomassa legnosa fino a 3 stelle;
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Blocco dello spandimento dei liquami zootecnici, se non tramite iniezione o interramento immediato;
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Riduzione di 1°C delle temperature massime consentite negli edifici;
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Divieto di combustioni all’aperto, incluse le attività di falò o barbecue;
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Stop alla circolazione per i veicoli più inquinanti, ovvero benzina fino a Euro 1 ed Euro 4 diesel, anche se dotati di filtro antiparticolato o inclusi nel servizio Move-In, nei Comuni con oltre 30.000 abitanti.
Tutte queste misure temporanee non saranno più valide a partire da oggi, giovedì 16 ottobre, salvo nuove comunicazioni da parte delle autorità regionali.
Le preoccupazioni ambientali restano
Legambiente, già nei giorni scorsi, aveva lanciato un allarme sulla qualità dell’aria in Lombardia, invitando a non sottovalutare i segnali provenienti dalle centraline Arpa. La concentrazione di Pm10 in diverse zone, compresa la Bergamasca, era già stata classificata come “critica” e sintomatica di un deterioramento della qualità dell’aria.
Sebbene i valori siano temporaneamente rientrati, le associazioni ambientaliste sottolineano la necessità di politiche strutturali per ridurre in modo duraturo l’inquinamento atmosferico, piuttosto che affidarsi solo a misure d’emergenza legate a soglie temporanee.
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