Vincenzo Lanni, 59 anni, ex detenuto e noto alle cronache per gli accoltellamenti del 2015, è tornato a colpire. Lunedì mattina a Milano, in piazza Gae Aulenti, ha pugnalato alla schiena Anna Laura Valsecchi, una donna di 43 anni che stava camminando verso il suo ufficio. La vittima è viva per miracolo. L’aggressore è stato arrestato poche ore dopoall’interno di un albergo in cui viveva da pochi giorni, dopo l’allontanamento da una comunità terapeutica.
La Procura di Milano, ora, ha aperto un’indagine sul percorso giudiziario che ha portato alla sua scarcerazione e alla cessazione della misura di sicurezza, avvenuta a dicembre 2024. Secondo quanto emerso, il Tribunale di Sorveglianza lo aveva giudicato “non più socialmente pericoloso”, consentendogli di lasciare la REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) in cui era stato collocato dopo la condanna per il duplice tentato omicidio di dieci anni prima.
Un passato che si ripete
Anche nel 2015, Lanni aveva scelto a caso le sue vittime: due anziani, aggrediti a Villa di Serio e Alzano Lombardo. L’uomo aveva spiegato allora di essere mosso da rabbia verso chi lo aveva licenziato e verso gli operatori delle comunità da cui era stato espulso. Quasi identiche le parole pronunciate pochi giorni fa, subito dopo l’arresto: “Ce l’avevo con chi mi ha cacciato dalla comunità. La donna rappresentava per me il potere economico”. Un simbolo da colpire.
Lanni ha poi chiesto informazioni sulle condizioni della vittima. Il suo avvocato, Beatrice Lizzio, ha confermato che “è lucido, consapevole e dispiaciuto per quanto accaduto”, ma resta da chiarire se questa lucidità sia compatibile con una condizione di equilibrio mentale sufficiente per vivere in libertà.
Le domande della Procura
I magistrati vogliono accertare se ci siano state lacune nella valutazione che ha portato a considerare Lanni non più pericoloso. Verranno passati al vaglio gli atti relativi alla decisione del Tribunale di Sorveglianza, per capire se ci sia stata superficialità o se i segnali di un possibile ritorno alla violenza siano stati sottovalutati.
Nel frattempo, si attende l’udienza di convalida dell’arresto, prevista per giovedì. Solo dopo potrebbe essere disposta una nuova perizia psichiatrica per valutare nuovamente la capacità di intendere e volere dell’uomo.
Dalla comunità al crimine
Secondo quanto comunicato dalla comunità Exodus, dove Lanni era ospite, l’uomo era stato allontanato per comportamenti non conformi alle regole interne. L’équipe gli aveva suggerito di rivolgersi ai servizi specialistici di riferimento, offrendosi anche per accompagnarlo. Ma durante il trasferimento, Lanni si è volontariamente allontanato, esercitando un diritto che – da cittadino libero – gli spettava.
Gli operatori hanno dichiarato di non aver mai osservato comportamenti violenti da parte sua, e di aver costruito con lui un rapporto di fiducia. Fino a pochi giorni fa, quando qualcosa si è rotto.
Il tentato omicidio in centro
Alle 8:57 del mattino di lunedì, Anna Laura Valsecchi stava attraversando un vicolo verso la torre UniCredit, quando Lanni l’ha colpita alle spalle con un coltello da cucina. Una sola, violenta pugnalata, poi la fuga. L’aggressore è stato rintracciato alle 19:20 nello stesso giorno, nell’albergo dove alloggiava.
Durante il fermo ha ammesso le proprie responsabilità: “L’ho fatto”, ha detto, indicando dove aveva gettato il giubbotto e confermando di aver acquistato il coltello nei giorni precedenti. Anche in questo caso, la vittima non lo conosceva: l’aggressione è stata del tutto casuale, scaturita da un insieme di risentimenti personali proiettati verso un bersaglio simbolico.
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