Inappropriato Il 9,53% degli accessi al pronto soccorso
Nel 2024, in Bergamasca, circa il 9,53% degli accessi al pronto soccorso da parte di persone con almeno 75 anni d’età è stato ritenuto «inappropriato». Questo significa che, pur non avendo necessità di emergenza, queste persone si sono rivolte al pronto soccorso. Idealmente, avrebbero dovuto scegliere altre opzioni come il medico di base, la Continuità assistenziale (ex guardia medica), o una visita specialistica. Nonostante questo dato possa sembrare elevato, in realtà rappresenta uno dei tassi più bassi in Lombardia. Solo Pavia registra una percentuale inferiore (8,23%). A livello nazionale, i tassi di inappropriatezza variano notevolmente, da un minimo del 3,60% nell’Ausl di Parma a un massimo del 25,26% nell’Aulss Dolomiti di Belluno. Questi numeri pongono in evidenza una questione cruciale legata all’accessibilità dei servizi sanitari, un problema che diventa ancora più rilevante con l’invecchiamento della popolazione.
Le cause dietro gli accessi inappropriati
Le ragioni per cui molti anziani si rivolgono al pronto soccorso senza necessità di urgenza sono molteplici. Un elemento cruciale è la difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari. Molti anziani non conoscono altre alternative o non sono in grado di raggiungere facilmente il medico di base o gli ambulatori specializzati. Questo fenomeno, secondo Filippo Manelli, presidente della Simeu – Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza – Lombardia, evidenzia la necessità di rafforzare la medicina territoriale. In molte aree, infatti, il pronto soccorso diventa l’ultima risorsa quando non si riescono a trovare altre soluzioni o alternative adeguate. Un altro fattore determinante è la difficoltà nell’accedere ad alcune prestazioni sanitarie, specialmente in caso di lunghe liste d’attesa o difficoltà economiche che impediscono l’accesso ai servizi privati.
Il sistema di medicina difensiva e l’inefficienza dei percorsi alternativi
Il fenomeno degli accessi inappropriati è anche influenzato dalla medicina difensiva, dove i medici, per proteggersi da possibili cause legali, prescrivono un ampio numero di esami, alimentando così le aspettative dei pazienti. Questo crea un circolo vizioso che ingolfano il sistema sanitario, portando alcuni pazienti a rivolgersi direttamente al pronto soccorso per evitare attese o per cercare una soluzione immediata. Inoltre, l’impossibilità di sostenere le spese sanitarie private spinge molti a recarsi al pronto soccorso, dove, sebbene i rischi siano limitati, le infezioni ospedaliere possono comunque rappresentare un pericolo maggiore, soprattutto per gli anziani.
Invecchiamento della popolazione: l’impatto sulle strutture sanitarie
L’invecchiamento della popolazione e le patologie croniche sono una delle principali cause di sovraccarico dei pronto soccorso. Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, evidenzia come la difficoltà nell’accedere alle strutture adeguate possa portare gli anziani a cercare soluzioni alternative, come l’ingresso al pronto soccorso. Il fenomeno è alimentato da una scarsa informazione e da un disorientamento generato dalla difficoltà di orientarsi tra i vari servizi. Per ridurre il numero di accessi inappropriati, secondo Marinoni, sarebbe fondamentale intervenire sulle patologie croniche, con una gestione più efficiente delle risorse e un potenziamento della medicina di base e specialistica ambulatoriale.
Il disorientamento dei familiari e l’importanza dell’accompagnamento ai servizi
Un’altra importante questione riguarda il disorientamento di familiari e caregiver, che spesso non sono in grado di orientarsi tra i servizi sanitari disponibili. Marcella Messina, assessore alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, sottolinea che il supporto da parte di custodi sociali, operatori di comunità e Centri per tutte le età è fondamentale per orientare gli anziani e le loro famiglie. In questo contesto, la collaborazione tra i medici di famiglia, gli infermieri di comunità e i servizi sociosanitari diventa imprescindibile per garantire una risposta adeguata ai bisogni degli anziani.
L’importanza di risorse adeguate per affrontare le sfide future
L’aumento della popolazione anziana e la crescente complessità delle patologie croniche pongono sfide importanti al sistema sanitario. Secondo il presidente dell’Ordine dei medici, una possibile soluzione è rafforzare la medicina di famiglia e l’attività specialistica ambulatoriale. Regione Lombardia, in passato, ha avviato progetti per gestire meglio i pazienti cronici, ma il numero di persone con patologie a lungo termine è molto elevato, e le risorse non sempre sono sufficienti per affrontare questa sfida.
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