Truffa del finto incidente a una 92enne: ruba la fede d’oro, incastrato e denunciato

Un 26enne campano è stato raggiunto da una misura cautelare per aver sottratto l’anello a una donna invalida. Decisive le telecamere e una perquisizione ad Asti.

carabinieri

 Una truffa crudele, consumata ai danni di una 92enne invalida di Bergamo, si è conclusa con l’identificazione del responsabile. I fatti risalgono al 16 settembre scorso, quando un uomo, complice di un raggiro telefonico, si è presentato alla porta dell’anziana e le ha rubato la fede nuziale in oro, con la scusa di dover “evitare conseguenze legali” per un finto incidente.

Il colpo era stato messo in atto secondo uno schema ormai tristemente noto: una telefonata da parte di un sedicente appartenente alle forze dell’ordine, che avvisa la vittima che un familiare — in questo caso la figlia — ha investito una bambina e rischia gravi guai legali. L’unico modo per evitarli? Consegnare contanti o oggetti di valore a un incaricato che sarebbe passato a ritirarli.

Individuato grazie a video e riscontri sul campo

A distanza di poche settimane, i carabinieri di Forio (Napoli) hanno eseguito il 2 dicembre una misura cautelare nei confronti di un 26enne originario della Campania, emessa dal GIP del Tribunale di Bergamo su richiesta della procura. All’uomo è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto di dimora a Bergamo e provincia.

Determinanti per le indagini sono state le immagini di videosorveglianza, che riprendevano l’uomo entrare e uscire dall’abitazione della donna. Inoltre, solo due giorni dopo i fatti, una perquisizione ad Asti ha rafforzato i sospetti: il giovane è stato fermato a bordo della stessa auto vista a Bergamo, e trovato in possesso di una busta contenente monili d’oro di dubbia provenienza.

La confessione parziale e il rimorso tardivo

Davanti al giudice, il 26enne ha confessato solo in parte, ammettendo di essere stato colui che ha ritirato la fede d’oro, ma negando di aver effettuato la telefonata truffaldina. Ha inoltre espresso scuse per l’accaduto, un gesto che non ha comunque evitato la misura restrittiva.

Il giudice ha valutato con attenzione la gravità dell’episodio, l’età della vittima e la dinamica dei fatti, disponendo una misura cautelare per evitare la reiterazione del reato, considerando anche la mobilità dell’indagato, intercettato in diverse città italiane.

L’Arma rinnova l’appello alla prudenza

L’episodio è l’ennesimo che conferma la pericolosità delle truffe agli anziani, una vera e propria emergenza sociale. I carabinieri ribadiscono che nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro o gioielli per far fronte a emergenze familiari. In presenza di telefonate sospette, l’invito è a interrompere immediatamente la conversazione e contattare il 112.

Inoltre, si raccomanda di non aprire la porta a sconosciuti e non consegnare beni a sedicenti operatori, anche se si presentano con toni allarmanti o cercano di fare pressione emotiva. La prudenza è l’arma migliore contro questo tipo di raggiri, che puntano sulla fragilità e sulla buona fede delle vittime.

Redazione

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