A Bergamo i saldi invernali partono a rilento: calo fino all’8% nei primi dieci giorni

Secondo Confcommercio, pesano consumi deboli, clima rigido e concorrenza online. Si salvano solo alcune eccezioni

mercato

 L’avvio dei saldi invernali 2026 a Bergamo non ha rispettato le attese. Secondo i dati raccolti da Confcommercio Bergamo, nei primi dieci giorni di sconti il calo delle vendite si è attestato tra il 4 e l’8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando una tendenza al ribasso che si era già delineata nel periodo natalizio. Nonostante promozioni aggressive e sconti fino al 50%, i negozi registrano una partenza sotto tono, con poche eccezioni positive.

Consumi più attenti e shopping meno impulsivo

Il quadro che emerge dal sondaggio tra i commercianti associati evidenzia una trasformazione delle abitudini di acquisto. A incidere sono diversi fattori: potere d’acquisto ridotto, maggiore selettività da parte dei clienti, concorrenza dell’e-commerce – spesso proveniente dagli stessi brand – e un dicembre fiacco, che ha lasciato poche scorte da smaltire.

Anche il clima ha avuto il suo peso: tra nebbia e freddo intenso nei primi giorni di gennaio, molti hanno evitato le vie dello shopping, rimandando eventuali acquisti o rivolgendosi direttamente ai canali online. La data d’inizio, il 3 gennaio, non ha favorito tutti i settori: solo nel fine settimana successivo, con il ritorno dei vacanzieri, si è registrato un timido incremento.

Cosa si vende e cosa no

Tra i prodotti più richiesti, capispalla, pantaloni, gonne e abiti restano in cima alle preferenze, accanto alla maglieria, acquistata già a dicembre con l’arrivo dei primi freddi. Nel comparto calzature, si attende ancora la spinta degli sconti di fine stagione per stivali e scarpe più particolari. Buoni riscontri per borse e accessori, mentre nel settore sportivo si registra un andamento contrastante: bene giacche tecniche e piumini, in attesa di neve il comparto legato a sci e snowboard.

Il comparto bimbo, da sempre molto attivo durante i saldi, conferma l’interesse delle famiglie, soprattutto per calzature, abbigliamento sportivo e articoli invernali. Diversa la situazione nell’alta moda e nella sartoria classica, dove la domanda resta stabile, ma i ribassi partono alti per attrarre una clientela sempre più esigente. In crescita anche l’utilizzo di gift card e buoni acquisto, strumento sempre più apprezzato per la flessibilità che offre e per la possibilità di evitare resi.

I comportamenti dei clienti

A mutare è anche il comportamento del consumatore: meno acquisti d’impulso, più attenzione a qualità, utilità e prezzo. Non mancano, come segnalano diversi negozianti, i “furbetti del camerino”, che provano i capi in negozio per poi acquistare online, approfittando di eventuali ulteriori sconti o della disponibilità di altri modelli e taglie.

La sfida del commercio fisico

Il calo registrato non sorprende del tutto gli operatori del settore. La concorrenza dei canali digitali è sempre più presente, anche a causa della crescente strategia direct-to-consumer di molti marchi, che preferiscono vendere direttamente ai clienti finali, spesso bypassando i negozi tradizionali. Una sfida che i negozi di vicinato stanno cercando di affrontare con investimenti in pubblicità, promozioni personalizzate e servizi come le gift card, che oggi rappresentano un’alternativa concreta per fidelizzare il cliente.

Redazione

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