Nel terzo trimestre del 2025 la Lombardia registra un calo significativo nell’utilizzo della Cassa Integrazione, segnando un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti. I dati diffusi dal Dipartimento Politiche del lavoro della Cisl regionale confermano una ripresa dell’attività produttiva in molte province, con Bergamo tra i territori che mostrano i segnali più netti di miglioramento.
La Cig complessiva nella provincia bergamasca è scesa a 2.261.432 ore, con un calo del 53% rispetto alle 4.860.332 ore del secondo trimestre dell’anno. Anche il confronto con lo stesso periodo del 2024 è positivo: la diminuzione è più contenuta (–15%), ma indica comunque una stabilizzazione del mercato del lavoro. Le ore di Cigo (Cassa integrazione ordinaria) sono passate da 2.216.184 a 1.593.482, pari a un calo del 28% su base trimestrale e del 17% rispetto al 2024.
Ancora più marcata la riduzione della Cigs (Cassa integrazione straordinaria), che nel terzo trimestre 2025 è crollata a 667.950 ore, contro oltre 2,6 milioni nel trimestre precedente (–75%). Un dato che conferma il rientro di situazioni temporanee di crisi industriale, con livelli tornati in linea con quelli del 2024 (–9%).
Come sottolinea Bergamonews, la ripresa produttiva è confermata anche dalla distribuzione settoriale della CIG: il settore metalmeccanico rappresenta ora il 58% del totale, in crescita rispetto al 51% del trimestre precedente. Il comparto tessile è salito dal 15% al 24%, mentre la chimica/gomma/plastica è scesa dal 26% al 14%. Marginali invece i settori carta/stampa/editoria (1%) ed edilizia (3%). Rispetto al 2024, si nota un incremento della concentrazione della cassa nei settori industriali più strutturati, con una riduzione del peso dei comparti minori.
“La produzione industriale ha registrato un incremento medio rispetto al trimestre precedente”, osserva Luca Nieri, segretario generale della Cisl di Bergamo, evidenziando come i settori ad alta tecnologia siano i principali trainanti della crescita. In particolare, i prodotti farmaceutici sono cresciuti dell’8,5% e il comparto dell’elettronica e dispositivi elettromedicali ha segnato un +5,8%. All’opposto, permangono difficoltà nei mezzi di trasporto (–3,1%) e nei prodotti chimici (–2,9%).
Nonostante la tendenza positiva, permangono criticità strutturali in settori come automotive, tessile e meccanotessile, dove le imprese si confrontano con sfide legate alla transizione tecnologica, alla pressione sui costi e alla competitività globale. A rendere il quadro ancora più complesso sono le incertezze geopolitiche, che influenzano direttamente la stabilità delle catene di fornitura e le strategie industriali.
Il terzo trimestre del 2025 può dunque essere interpretato come una fase di assestamento e ripresa, dopo un primo semestre segnato da tensioni settoriali. La diminuzione dell’utilizzo della cassa integrazione in quasi tutte le province lombarde e la crescita produttiva in comparti chiave delineano un quadro più stabile, anche se non privo di aree di attenzione.
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