Proseguono i lavori per la variante della Statale 469
Il traffico sulla Statale 469, che ogni giorno vede il transito di circa 50.000 veicoli, rappresenta un problema crescente per la viabilità nel Basso Sebino, tra cui pendolari e turisti diretti verso il Lago d’Iseo. Dopo anni di attese e discussioni, il progetto per la variante della strada – una bretella stradale che collega Capriolo a Sarnico – sta finalmente prendendo piede. Un incontro con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, avvenuto il 29 gennaio, ha permesso di fare il punto sulla situazione, con la partecipazione di Regione Lombardia, le Province di Bergamo e Brescia e i Comuni coinvolti.
Il progetto prevede un raccordo a scorrimento veloce lungo 4,1 chilometri, comprensivo di un viadotto di quasi 300 metri, una galleria lunga circa 1 chilometro e vari ponti, tra cui uno sull’Oglio e uno sul torrente Guerna. Il costo dell’opera è lievitato a 147 milioni di euro rispetto a quanto previsto 15 anni fa, e per completare la progettazione saranno necessari almeno altri sette anni. L’obiettivo è ridurre il traffico nei centri abitati, migliorando la sicurezza e l’efficienza delle infrastrutture, come spiega Nicola Danesi, vicesindaco di Sarnico.
L’incontro con il Ministero delle Infrastrutture
La Regione Lombardia ha richiesto che il progetto della bretella sia inserito nel contratto di programma con Anas e il Ministero delle Infrastrutture, affinché l’opera possa essere inclusa nel piano delle priorità a livello nazionale. Claudia Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture, ha dichiarato che il Ministero ha mostrato disponibilità nell’accogliere le esigenze dei territori, ma non ha ancora definito le tempistiche concrete per l’inizio dei lavori. L’incontro con il Ministero ha anche evidenziato la necessità di avviare o completare le procedure autorizzative per altre infrastrutture viabilistiche cruciali per il Basso Sebino e il territorio bergamasco.
Le critiche di Europa Verde e alternative proposte
Il progetto della bretella stradale, tuttavia, non ha ricevuto supporto unanime. Europa Verde ha espresso una forte contrarietà al piano, definendolo “improponibile”, e proponendo alternative più sostenibili. Secondo i rappresentanti del partito, la riattivazione della linea ferroviaria Palazzolo-Paratico, che non vede il passaggio di treni dal 1998, sarebbe una soluzione ideale per ridurre il traffico veicolare e migliorare la qualità dell’aria, soprattutto in un’area già congestionata come quella di Capriolo e Sarnico. I treni passeggeri sulla tratta erano stati sospesi nel 1966, ma secondo Europa Verde, la sua riapertura potrebbe rappresentare una soluzione efficiente per i pendolari, con 15 coppie di treni al giorno.
In alternativa, il partito ha proposto di utilizzare il sedime ferroviario per realizzare una pista ciclabile e una via veloce, senza consumo di ulteriore suolo naturale. La proposta include una ciclabile bidirezionale di 3 metri e una carreggiata a due corsie di 7 metri. Inoltre, Europa Verde stima che l’utilizzo di questa tratta ferroviaria dismessa potrebbe ridurre notevolmente i costi, con un investimento di circa 1 milione di euro al chilometro per i 12 chilometri tra Palazzolo e Villongo.
Il futuro della mobilità nel Sebino
Il dibattito sulla viabilità del Sebino resta aperto, con diverse proposte in gioco. Se da un lato l’amministrazione regionale e i Comuni puntano a modernizzare la viabilità stradale con la variante della Statale 469, dall’altro i gruppi ambientalisti sostengono che la riattivazione della ferrovia o l’uso alternativo del sedime ferroviario potrebbero offrire soluzioni più ecologiche, sostenibili e meno impattanti sul territorio.
Anche se i tempi per la realizzazione della bretella stradale sono ancora incerti, la discussione sulla mobilità nel Sebino continua a essere al centro delle politiche infrastrutturali regionali e locali, con un focus sull’efficienza, la sostenibilità e la sicurezza.
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