Un aumento delle vittime nel 2025
Nel corso del 2025, la provincia di Bergamo ha registrato 22 morti sul lavoro, un numero in crescita rispetto all’anno precedente, che ne aveva contate 18. Un dato preoccupante che testimonia una continua emergenza in termini di sicurezza sul lavoro. Di queste, 7 decessi sono avvenuti durante le attività lavorative, come in azienda o sui cantieri, mentre 15 sono stati definiti “in itinere”, ovvero morti avvenute durante il tragitto casa-lavoro o viceversa.
Le cause e il contesto degli incidenti
Secondo l’analisi dei dati forniti dall’INAIL, la provincia di Bergamo ha visto una serie di incidenti, con una particolare incidenza sulle strade. Quest’ultimo fenomeno ha messo in evidenza come il territorio, caratterizzato da una prevalente mobilità privata, renda difficile l’attuazione di misure efficaci per ridurre gli incidenti “in itinere”. Le sfide legate alla sicurezza nelle strade sono amplificate dalla carenza di adeguate corse di trasporto pubblico durante gli orari di lavoro.
L’andamento delle denunce sul lavoro
Nel 2025, Bergamo ha registrato 12.710 denunce per infortunio sul lavoro, un dato che si mantiene costante rispetto all’anno precedente, con una leggera flessione (-2%) rispetto al 2024, quando le denunce furono 12.965. Sebbene la cifra mostri una lieve riduzione, si tratta comunque di un numero significativo, con una media di circa 35 denunce al giorno. Questo dato è in linea con i trend degli ultimi anni, considerando che nel 2022 e 2023 i numeri si mantenevano ben sopra i 13.000 casi annuali.
La sicurezza nel settore edile e le richieste sindacali
Il settore edile è stato identificato come il più a rischio per la sicurezza dei lavoratori. Questo è stato ribadito dai rappresentanti sindacali, che hanno sottolineato l’importanza di un’adeguata formazione e di un’efficace prevenzione negli ambienti di lavoro. Le richieste sindacali puntano sull’implementazione di misure preventive più rigorose e sull’adozione di sistemi di protezione adeguati. Per Marco Toscano, segretario della Cgil Bergamo, la sicurezza sul lavoro resta la priorità assoluta, ricordando che si deve puntare sul rispetto delle leggi e sulla formazione continua del personale.
La difficile situazione in Lombardia
Bergamo si posiziona al terzo posto in Lombardia per numero di denunce di infortuni sul lavoro, preceduta da Brescia e Milano. Nel 2025, Brescia ha registrato 15.909 denunce con 30 morti, mentre Milano ha visto 36.900 denunce con 49 morti. In Lombardia, il totale delle denunce è stato di 110.873, con un incremento dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Va sottolineato che nel computo complessivo delle denunce sono incluse anche quelle legate agli incidenti che avvengono nelle scuole, come gli infortuni durante le attività sportive.
Le mansioni più rischiose e le categorie professionali
I dati mostrano che la maggior parte degli infortuni in provincia di Bergamo proviene da due principali settori: il terziario (34%) e l’industria (32%). Le restanti denunce sono suddivise tra artigianato, agricoltura e altri settori meno rappresentati. Una significativa percentuale delle vittime appartiene alla categoria maschile, con il 64% delle pratiche legate a lavoratori uomini.
L’impegno per un cambiamento
I sindacati locali hanno sottolineato la necessità di un impegno maggiore da parte delle aziende e delle istituzioni per ridurre i rischi sul lavoro. Francesco Corna, segretario generale della Cisl Bergamo, ha evidenziato che il lavoro di prevenzione non è ancora sufficiente. Secondo lui, le aziende devono fare di più per ridurre i pericoli, in particolare per quanto riguarda gli incidenti “in itinere”, e devono includere aspetti di sicurezza nelle trattative aziendali, specialmente nelle aziende più all’avanguardia.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.