Quaranta fenomeni di dissesto idrogeologico censiti su un territorio che comprende 38 Comuni. La Valle Seriana fa i conti con frane, cadute massi, colate detritiche e smottamenti, e ora prepara una lista delle priorità da presentare a Regione Lombardia per ottenere i finanziamenti necessari alla messa in sicurezza delle aree più critiche.
L’iniziativa nasce dalla Comunità montana Valle Seriana, che ha deciso di fare quadrato attorno a un tema strutturale per un territorio montano e fragile. L’obiettivo è chiaro: inquadrare con precisione la situazione, definire gli interventi urgenti e quantificare i costi per poi avanzare una richiesta formale di sostegno economico.
«Tre anni fa avevamo creato una lista di interventi sui reticoli idrici minori – spiega Matteo Morbi, vicepresidente della Comunità montana con delega all’Assetto idrogeologico e assessore ai Lavori pubblici di Nembro a L’Eco di Bergamo –. Il finanziamento è arrivato lo scorso anno e ora puntiamo a chiudere la progettazione e avviare i lavori con un unico appalto». In quel caso si trattava di regimazioni idrauliche, manutenzioni straordinarie e interventi sugli argini, con un contributo regionale pari al 90% della spesa.
Il nuovo fronte riguarda invece i movimenti franosi. Da quasi un anno lo Studio Gea di Ranica sta conducendo un’analisi dettagliata in collaborazione con gli uffici tecnici comunali, per mappare i fenomeni, classificarli in base alla tipologia di intervento e ordinarli secondo una scala di priorità.
«Abbiamo individuato quaranta frane, ma non su tutti i Comuni», spiega il geologo Sergio Ghilardi. Ogni amministrazione ha segnalato le criticità ritenute più urgenti, valutandone l’interferenza con infrastrutture e centri abitati. Sulla base di queste indicazioni sono stati effettuati sopralluoghi, rilievi topografici e analisi anche con l’ausilio di droni.
Le situazioni variano da territorio a territorio. A Gandino e Vertova sono stati rilevati fenomeni sia di caduta massi sia di scivolamenti roto-traslazionali dei pendii, che richiederanno opere di drenaggio, consolidamento e sostegno. Ad Alzano Lombardo, Fiorano al Serio, Piario e Pradalunga le frane coinvolgono tratti stradali, rendendo necessari interventi strutturali come paratie tipo “Berlinese”, micropali e tiranti.
Ad Ardesio, Gromo e Rovetta si registrano colate detritiche, per le quali saranno indispensabili opere di regimazione idraulica. In altri Comuni i fenomeni riguardano principalmente cadute massi o smottamenti di terreno. A Gazzaniga, ad esempio, una frana interessa il campetto comunale in località Masserini, con il rischio di ostruzione di un reticolo idrico minore a valle.
Tra tutte le situazioni monitorate, la più preoccupante è quella di Gorno, dove il paese è interessato da deformazioni gravitative profonde. «La situazione più grave riguarda la zona della chiesa – sottolinea Ghilardi –. Occorre comprendere quali interventi adottare per evitare il collasso». Una valutazione condivisa anche da Morbi, che definisce il caso di Gorno come il più critico dell’intera area.
Lo studio dovrebbe essere completato entro aprile. Successivamente, la Comunità montana trasmetterà i dati a Regione Lombardia, candidandosi come coordinatore delle istanze dei 38 Comuni. L’obiettivo è ottenere risorse per intervenire almeno sulle situazioni più urgenti, in un territorio dove la prevenzione del dissesto rappresenta una priorità non più rinviabile.
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