Affitti brevi, Confedilizia ricorre al Tar

Scontro con il Comune di Bergamo sul nuovo regolamento: udienza il 18 marzo per la sospensione

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 La disputa sugli affitti brevi a Bergamo approda nelle aule di giustizia. Confedilizia Nazionale, Appe Bergamo e Fiaip Bergamo hanno presentato ricorso al Tar di Brescia contro il regolamento comunale approvato lo scorso novembre, chiedendone l’annullamento.

La Giunta comunale ha già autorizzato la sindaca Elena Carnevali a costituirsi in giudizio per difendere il provvedimento. Il ricorso è stato notificato a Palazzo Frizzoni il 16 febbraio, pochi giorni dopo un incontro tra amministrazione e associazioni di categoria che aveva tentato di trovare una mediazione senza successo.

Il regolamento comunale, composto da dodici articoli, è stato introdotto con l’obiettivo di limitare la diffusione incontrollata delle strutture ricettive non alberghiere, come case vacanza, foresterie e alloggi destinati agli affitti brevi. L’amministrazione ha spiegato che le nuove norme intendono garantire standard minimi di qualità, sicurezza e accessibilità.

Le associazioni di categoria contestano però la legittimità dell’intervento. Nel ricorso presentato al Tar sostengono che la regolamentazione degli affitti brevi non rientri tra le competenze dei Comuni, ma della Regione, e che l’amministrazione abbia violato la normativa nazionale sulle locazioni abitative.

Secondo i ricorrenti, il provvedimento sarebbe caratterizzato da un “eccesso di potere” e da un’impostazione ritenuta irragionevole, con norme giudicate sproporzionate e discriminatorie. Tra i rilievi sollevati vi sarebbe anche una presunta incompatibilità con i principi e le regole dell’Unione Europea in materia di libertà economica e concorrenza.

Dal canto suo, l’amministrazione comunale difende la scelta politica e amministrativa. “Difenderemo in sede giudiziaria il provvedimento”, ha dichiarato l’assessora alle Politiche della Casa Claudia Lenzini, sottolineando che il regolamento non limita il diritto di proprietà e che il percorso amministrativo seguito è stato corretto.

Secondo i dati forniti dal Comune, nei primi due mesi di applicazione delle nuove norme sono state presentate poco più di 50 pratiche per nuove attività: circa 40 per case vacanze e foresterie e 16 per alloggi destinati agli affitti brevi. L’amministrazione sostiene inoltre che le regole si applicano solo alle nuove attività e non hanno effetto retroattivo, escludendo quindi impatti sulle strutture già esistenti.

Nel ricorso al Tar, oltre all’annullamento del regolamento e alla richiesta di eventuale risarcimento dei danni, le associazioni hanno chiesto anche una sospensione cautelare immediata delle norme, in attesa della decisione nel merito.

La prima udienza è fissata per il 18 marzo, quando i giudici amministrativi dovranno valutare se sospendere temporaneamente il regolamento comunale.

Per le associazioni di categoria la battaglia legale rappresenta una scelta inevitabile. “Il ricorso al Tar è la logica conseguenza del provvedimento adottato dall’amministrazione”, ha commentato Giuliano Olivati, presidente di Fiaip Bergamo, ribadendo l’intenzione di proseguire il contenzioso fino in fondo.

L’ingresso nella causa anche di Confedilizia nazionale lascia intravedere possibili effetti più ampi della vicenda. La decisione del Tar potrebbe infatti avere ripercussioni anche su altri Comuni che stanno valutando regolamenti simili sugli affitti brevi, rendendo il caso di Bergamo un possibile precedente a livello nazionale.

Redazione

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