A Bergamo parte una nuova fase per il servizio di monopattini elettrici in sharing. Il Comune ha affidato la gestione a due operatori, Bit Mobility ed emTransit (Dott), che si occuperanno del servizio nei prossimi anni introducendo nuove regole e limitazioni per garantire maggiore sicurezza.
I due gestori hanno vinto il bando pubblico indetto dall’amministrazione comunale e sono operativi dal 6 marzo sul territorio cittadino.
Ogni operatore ha messo a disposizione una flotta iniziale compresa tra 350 e 450 monopattini elettrici, che potrà essere ampliata fino a un massimo di 600 mezzi su richiesta del Comune in determinati periodi dell’anno.
Il servizio coprirà un’area urbana di circa 24 chilometri quadrati e avrà una durata di 36 mesi, con possibilità di proroga per ulteriori 24 mesi.
Secondo l’assessore alla Mobilità Marco Berlanda, la micromobilità rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per spostarsi in città senza utilizzare l’auto privata, soprattutto per brevi tragitti.
Il servizio è infatti particolarmente utilizzato da giovani, studenti e turisti, e rientra nelle strategie dell’amministrazione per favorire una mobilità più sostenibile.
Per la società emTransit (Dott) si tratta di un debutto a Bergamo. L’azienda ha sottolineato l’obiettivo di migliorare gli standard del servizio in termini di sicurezza e qualità.
Per Bit Mobility, invece, si tratta di una conferma dopo le precedenti esperienze in città, con l’intento di offrire soluzioni di mobilità integrate e sostenibili.
Il nuovo servizio introduce regole più rigide e standard più elevati, anche alla luce delle novità previste dal nuovo Codice della strada.
Tutti i monopattini sono dotati di contrassegni identificativi per facilitare i controlli della polizia locale e sono coperti da assicurazione per responsabilità civile verso terzi.
Tra le principali novità c’è l’obbligo del casco per i conducenti, mentre la velocità massima dei mezzi resta fissata a 20 chilometri orari.
Chi non rispetta le regole può essere soggetto a sanzioni amministrative.
Una delle modifiche più rilevanti riguarda le aree della città dove i monopattini non potranno circolare.
Città Alta, all’interno delle Mura veneziane, diventa completamente off limits per i monopattini in sharing, sia per la circolazione sia per la sosta.
Nelle applicazioni dei due operatori queste zone sono indicate con la dicitura “No ride – No parking”, che impedisce automaticamente l’utilizzo dei mezzi.
Il sistema tecnologico installato sui monopattini blocca infatti sia la guida sia la chiusura del noleggio nelle aree vietate.
Le limitazioni riguardano anche altre zone della città per motivi di sicurezza o tutela del patrimonio storico.
Ad esempio in via Sant’Alessandro alta, a partire da via Garibaldi, i monopattini non possono transitare.
In alcune vie invece è consentito l’utilizzo ma con velocità ridotta. È il caso di via XX Settembre, dove il limite scende da 20 a 6 chilometri orari.
Sono previste restrizioni anche in altre aree della città, tra cui la zona tra Castagneta, Ramera, Madonna della Castagna, Sombreno, Longuelo e via Astino, oltre ad alcune zone tra Colognola e via Cremasca.
Il sistema di gestione del servizio utilizza chip e GPS integrati nei monopattini, che regolano automaticamente i limiti di velocità e le zone di utilizzo.
Questo sistema impedisce anche di terminare il noleggio fuori dalle aree autorizzate, uno dei problemi più segnalati negli anni passati.
Il Comune continuerà a monitorare il servizio per trovare un equilibrio tra la diffusione della micromobilità e la tutela della sicurezza urbana.
“Negli ultimi mesi abbiamo registrato un forte aumento nell’utilizzo dei monopattini – ha spiegato l’assessore Berlanda a Prima Bergamo –. L’obiettivo è favorire una mobilità sostenibile ma garantendo il rispetto delle regole e degli spazi cittadini”.
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