Donizetti Opera 2026: omaggio a Gavazzeni e la risignificazione di tre rarità musicali

Un viaggio alla riscoperta di opere dimenticate e un tributo a un'icona musicale della tradizione bergamasca: dal 13 al 28 novembre il programma con Galà commemorativo del maestro Gianandrea Gavazzeni

Il tributo a Gianandrea Gavazzeni

La dodicesima edizione del Donizetti Opera Festival, in programma dal 13 al 28 novembre 2026, è una celebrazione del genio musicale e della tradizione culturale. Un omaggio particolare è rivolto a Gianandrea Gavazzeni, figura simbolo della storia musicale bergamasca, a trent’anni dalla sua scomparsa. Come dichiarato dal vicesindaco e assessore alla cultura di Bergamo, Sergio Gandi, “Gavazzeni rappresenta un pezzo della storia della nostra città”. Per l’occasione, il 19 novembre sarà presentato il Gala “Omaggio a Gianandrea Gavazzeni”, con la direzione del maestro Riccardo Frizza e ospiti di grande prestigio. I biglietti per il Gala saranno disponibili dal 25 luglio, data che coincide con il compleanno del maestro.

Le tre rarità di Donizetti

L’edizione 2026 del Festival si distingue per la riscoperta di tre opere meno conosciute di Gaetano Donizetti: “L’esule di Roma”, “Alahor in Granata” e “Le Convenienze e inconvenienze teatrali”. Questa selezione, come ha spiegato il direttore artistico Riccardo Frizza, ha lo scopo di mettere in luce il Donizetti sconosciuto, con opere che non sono state spesso eseguite in tempi moderni. Tra questi, particolare attenzione è riservata a “L’esule di Roma”, considerata uno dei primi capolavori del compositore nel campo dell’opera seria. Inoltre, la messa in scena di “Alahor in Granata”, scritta nel 1826, rientra nel progetto #donizetti200, per celebrare il bicentenario di una delle opere di Donizetti.

Le voci del Donizetti Opera Festival 2026

Il cast vocale della dodicesima edizione è composto da voci affermate del belcanto e da giovani talenti che rappresentano il futuro dell’opera. Il basso-baritono Luca Pisaroni interpreterà il protagonista Murena in “L’esule di Roma”, mentre il tenore Sergey Romanovsky, noto per la sua carriera rossiniana, si esibirà in questa edizione. Tra le voci emergenti, la giovane Laura Verrecchia debutterà in Italia nel ruolo di Muley Hassemm in “Alahor in Granata”. Anche il soprano Elene Gvritishvili, al suo debutto italiano, interpreterà il ruolo di Daria in “Le Convenienze e inconvenienze teatrali”.

Un festival che raccoglie la città

Il Donizetti Opera Festival non è solo un evento musicale di rilevanza internazionale, ma rappresenta anche un punto di aggregazione per la città di Bergamo. Il presidente della Fondazione Teatro Donizetti, Giorgio Berta, ha sottolineato come il festival stia diventando una manifestazione di grande importanza per la comunità locale e come stia raccogliendo l’interesse delle forze culturali di Bergamo. Massimo Boffelli, direttore generale del festival, ha aggiunto che questa edizione si sta strutturando in modo solido, con una proposta che ha una dimensione internazionale, ma che al contempo radica profondamente nella realtà cittadina.

Eventi collaterali e iniziative speciali

Oltre agli spettacoli, il festival offrirà una serie di eventi collaterali che arricchiranno l’esperienza del pubblico. Il CineDoOpera, che prenderà il via il 24 maggio, prevede la proiezione di cinque film dedicati ad altrettante opere di Gaetano Donizetti. Inoltre, il Donizetti Brunch-Donizetti Songs tornerà in collaborazione con Opera Rara, offrendo nuove proposte musicali. Un’altra importante iniziativa sarà la mostra “Gianandrea Gavazzeni experience, Uomo del Novecento”, che aprirà a ottobre e si diffonderà in tutta la città, celebrando l’eredità di Gavazzeni. Il Donizetti Off 2026 presenterà numerosi eventi internazionali e locali, rendendo il festival ancora più accessibile e coinvolgente per tutti.

L’importanza storica delle opere selezionate

Le tre opere scelte per l’edizione 2026 hanno tutte una forte connessione con la storia musicale di Donizetti. In particolare, “L’esule di Roma” è considerata una delle opere più significative del periodo tra il 1827 e il 1828, periodo in cui Donizetti definì il suo stile. Il direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani, Paolo Fabbri, ha spiegato che l’opera contiene un magnifico terzetto e una scena di follia che influenzò compositori come Vincenzo Bellini. Questa edizione critica dell’opera, insieme a quelle di “Alahor in Granata” e “Le Convenienze e inconvenienze teatrali”, offre una nuova possibilità di apprezzare il repertorio di Donizetti, in un contesto che ne valorizza le caratteristiche più innovative.

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