Prof accoltellata, indagini su Telegram: caccia ai contatti del 13enne

La docente seguita da uno psicologo: verifiche su acquisti online e possibili influenze

 Proseguono le indagini sul grave episodio avvenuto a Trescore Balneario, dove una professoressa è stata accoltellata da un alunno tredicenne all’interno della scuola media. Mentre la docente, Chiara Mocchi, è seguita da uno psicologo per affrontare le conseguenze dell’accaduto, gli investigatori stanno approfondendo il ruolo dei social, in particolare della piattaforma Telegram.

Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda i contatti digitali del ragazzo, per capire se qualcuno fosse a conoscenza delle sue intenzioni o abbia potuto influenzarlo. Al momento non risultano altri indagati, ma l’attenzione resta alta sui canali utilizzati dal minorenne, ora disattivati.

Secondo quanto emerso, l’aggressione sarebbe stata trasmessa in diretta su Telegram, con un video di quasi due minuti attualmente agli atti dell’indagine. Gli inquirenti stanno cercando di identificare gli utenti collegati durante la trasmissione, che sarebbero meno di dieci.

Un altro aspetto rilevante riguarda gli acquisti effettuati dal giovane. Il coltello utilizzato e una pistola scacciacani sarebbero stati acquistati online e recapitati a domicilio, mentre materiale potenzialmente esplosivo sarebbe stato trovato nella sua disponibilità. Restano da chiarire le modalità con cui un minorenne abbia potuto portare a termine queste operazioni.

L’ipotesi investigativa considera anche la possibilità di un’influenza esterna. Secondo il legale della docente, il comportamento del ragazzo potrebbe essere stato alimentato da contatti avuti attraverso lo schermo, elemento che viene ora analizzato con attenzione dagli inquirenti.

Nel frattempo, la professoressa Mocchi, 57 anni, è ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Le sue condizioni fisiche risultano in miglioramento, ma resta forte l’impatto psicologico dell’aggressione. Il supporto specialistico è parte fondamentale del percorso di recupero.

Il legale della docente ha inoltre smentito alcune notizie circolate nei giorni scorsi. Non risultano minacce o atti vandalici recenti nei suoi confronti, fatta eccezione per un episodio isolato avvenuto nel dicembre 2024, quando la sua auto era stata imbrattata.

Sul piano giudiziario, la Procura per i minorenni di Brescia ha aperto due fascicoli: uno penale, per ricostruire i fatti, e uno civile, finalizzato a interventi di natura sociale nei confronti del ragazzo. Il tredicenne, non imputabile per età, si trova attualmente in una struttura protetta.

La vicenda ha suscitato anche reazioni istituzionali e morali. Il cardinale Matteo Maria Zuppi ha richiamato l’attenzione sulla lettera scritta dalla docente, definendola un esempio di risposta e ricostruzione dopo un episodio così grave.

Il caso resta al centro dell’attenzione, tra indagini sul contesto digitale e riflessioni più ampie sul disagio giovanile e sull’uso delle piattaforme online.

Redazione

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