A Bergamo gli oggetti smarriti e mai reclamati cambiano destino e diventano un’opportunità concreta per la comunità. Il Comune ha deciso di mettere all’asta centinaia di beni recuperati, destinando i proventi a iniziative di inclusione sociale e lavorativa, segnando un nuovo approccio nella gestione del servizio.
L’iniziativa rappresenta il primo risultato del progetto “Lost – Laboratorio Oggetti Smarriti”, sviluppato in collaborazione con una cooperativa sociale e orientato a superare la semplice custodia degli oggetti rinvenuti. L’obiettivo è quello di recuperare, valorizzare e rimettere in circolazione i beni, trasformandoli in uno strumento utile per sostenere persone in difficoltà.
Le aste pubbliche si terranno il 21 e il 23 aprile presso il magazzino comunale di via delle Canovine, con la gestione affidata a un istituto specializzato. Saranno messi in vendita 138 lotti per un valore complessivo di circa 48mila euro, comprendenti una vasta gamma di oggetti eterogenei.
Tra i beni disponibili spiccano oltre 130 biciclette, monopattini elettrici, gioielli in oro e orologi, ma anche valigie con contenuto, attrezzature sportive e oggetti insoliti. Non mancano pezzi particolari come una chitarra indiana sitar, una motosega e persino una pelliccia, a testimonianza della varietà degli oggetti smarriti raccolti nel corso dell’anno.
La vendita avverrà secondo la formula del “visto e piaciuto”, con aggiudicazione al miglior offerente a partire da una base d’asta prestabilita. I beni provengono esclusivamente da oggetti non reclamati entro i termini previsti, diventando così disponibili per una nuova destinazione.
Gli interessati potranno consultare online le immagini dei lotti e partecipare all’asta previa registrazione, presentandosi con un documento di identità. È prevista anche la possibilità di visionare gli oggetti dal vivo nei giorni precedenti, su appuntamento, per consentire una valutazione diretta prima dell’acquisto.
Oltre all’aspetto economico, il progetto ha una forte valenza sociale. I fondi raccolti saranno destinati a percorsi di formazione e inserimento lavorativo per persone svantaggiate, con particolare attenzione a chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso al mercato del lavoro.
Tra le iniziative previste rientrano anche laboratori specifici, come quello ciclo-meccanico, e servizi di supporto dedicati. L’idea è quella di creare opportunità concrete di autonomia attraverso il lavoro, utilizzando il recupero degli oggetti come leva per generare inclusione.
Il modello adottato dal Comune di Bergamo si inserisce in una visione più ampia di economia circolare. Ridurre gli sprechi e dare nuova vita agli oggetti significa anche promuovere sostenibilità e responsabilità sociale, trasformando un servizio amministrativo in un motore di valore per il territorio.
L’asta degli oggetti smarriti diventa così un esempio innovativo di gestione pubblica, capace di coniugare efficienza, solidarietà e attenzione all’ambiente. Un’iniziativa che dimostra come anche beni dimenticati possano contribuire a costruire nuove opportunità per la comunità.
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