Emergono nuovi elementi sul duplice omicidio avvenuto a Covo, dove due uomini di origine indiana sono stati uccisi a colpi di pistola davanti a un luogo di preghiera sikh. Gli investigatori seguono la pista di una faida interna alla comunità, legata a dissidi maturati nei mesi precedenti attorno alla gestione del centro culturale.
Le vittime sono Rajinder Singh, 47 anni, e Gurmit Singh, 48, entrambi padri di famiglia e residenti in zona. L’agguato si è consumato poco prima della mezzanotte, all’esterno del capannone utilizzato come tempio, mentre i due si trovavano con altre persone per organizzare una celebrazione religiosa.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, si è trattato di un’azione pianificata. Un uomo armato si sarebbe avvicinato alle vittime sparando da distanza ravvicinata, colpendole mortalmente, mentre altri complici lo attendevano su due veicoli utilizzati per la fuga. Le indagini hanno già permesso di raccogliere elementi utili, tra cui immagini di videosorveglianza e testimonianze dirette.
Le forze dell’ordine sono ora impegnate nella ricerca di almeno quattro persone, ritenute coinvolte a vario titolo. Gli investigatori avrebbero già identificato alcuni sospetti, collegati a un gruppo con base nell’area di Antegnate, dove sono state effettuate perquisizioni e acquisiti ulteriori riscontri.
Al centro della vicenda ci sarebbero tensioni pregresse all’interno della comunità sikh locale. I contrasti riguarderebbero la gestione del tempio e la leadership del centro culturale, con episodi di conflitto e denunce incrociate registrati nei mesi precedenti.
Rajinder Singh, in passato presidente dell’associazione, avrebbe avuto divergenze con altri membri della comunità, in particolare in relazione alla nomina del nuovo responsabile. Una situazione che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver contribuito a creare un clima di forte tensione, sfociato poi nella violenza.
L’agguato è avvenuto in un momento simbolico per la comunità, alla vigilia di una celebrazione religiosa molto sentita. La festa è stata annullata dopo l’accaduto, mentre il luogo della sparatoria è rimasto sotto sequestro per consentire i rilievi.
Le vittime sono state colpite con diversi colpi d’arma da fuoco, anche alla testa, in quello che appare come un attacco mirato. La dinamica lascia pochi dubbi sulla volontà di colpire in modo diretto e letale, senza esitazioni nonostante la presenza di testimoni e sistemi di sorveglianza.
Il lavoro degli inquirenti prosegue per chiarire ogni dettaglio e individuare tutti i responsabili. L’ipotesi di un regolamento di conti interno resta al momento quella principale, ma non si escludono ulteriori sviluppi con l’avanzare delle indagini.
La vicenda ha profondamente colpito la comunità locale, tra sgomento e dolore per una tragedia che ha coinvolto famiglie e lavoratori radicati sul territorio. Resta ora centrale l’attività investigativa per fare piena luce su un episodio di estrema gravità.
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