Redditi in crescita a Bergamo: Mozzo e Gorle guidano la classifica

Cenate Sotto supera il capoluogo: aumentano i guadagni medi e il potere d’acquisto nel 2024

 I redditi dei contribuenti bergamaschi registrano una crescita significativa, segnando un recupero del potere d’acquisto nonostante un contesto economico ancora incerto. Secondo i dati delle dichiarazioni 730 pubblicati dal Ministero dell’Economia e rielaborati da Excellera, il reddito medio si attesta a 27.290 euro lordi, in aumento del 3,9% rispetto all’anno precedente. Un incremento pari a oltre mille euro, superiore al tasso di inflazione fermo allo 0,9%, che evidenzia un miglioramento reale, almeno sul piano statistico.

Nel confronto nazionale, la provincia di Bergamo perde una posizione, scivolando al 17° posto, mentre il capoluogo si conferma tra i più ricchi d’Italia. Bergamo città registra un reddito medio di 34.263 euro, mantenendo il terzo posto tra i capoluoghi, dietro a Milano e Monza. Tuttavia, nel contesto provinciale, il capoluogo perde terreno rispetto ad altri Comuni.

La classifica locale vede infatti una novità sul podio. Mozzo resta in testa con 38.574 euro medi (+6,7%), seguito da Gorle con 36.843 euro (+3,4%), mentre Cenate Sotto conquista il terzo posto con 35.134 euro (+6,3%), superando proprio Bergamo. Un risultato che conferma la vitalità economica della cintura urbana, dove servizi e qualità della vita si combinano con redditi più elevati.

La ricchezza si concentra nei Comuni dell’hinterland, con diverse località che si posizionano nella top ten: tra queste Torre de’ Roveri, Ponteranica, Treviolo, Ranica, Sarnico e Scanzorosciate. Si tratta di territori caratterizzati da un equilibrio tra sviluppo residenziale e accesso ai servizi.

Interessante anche il caso di Calcinate, protagonista di una crescita eccezionale. Il reddito medio è salito del 23,4% in un solo anno, passando da poco più di 24mila a oltre 30mila euro, probabilmente grazie all’arrivo di nuovi residenti con maggiore capacità economica.

Non mancano segnali positivi anche nelle aree montane, seppur con valori più contenuti. Alcuni piccoli Comuni hanno registrato incrementi rilevanti, ma restano distanti dai livelli delle zone più urbanizzate. In fondo alla classifica provinciale si trovano Valtorta, Blello e Cassiglio, con redditi medi intorno ai 18-19mila euro.

Il quadro complessivo evidenzia una provincia a due velocità. Le aree urbane e periurbane mostrano dinamismo economico, mentre le zone interne risentono di fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione e la minore presenza di opportunità lavorative.

Dal punto di vista sociale, la distribuzione dei redditi resta molto ampia. Circa il 20% dei contribuenti dichiara meno di 10mila euro annui, mentre le fasce più numerose si collocano tra i 15mila e i 55mila euro. Al vertice, una quota ristretta ma significativa: oltre 8.600 persone superano i 120mila euro di reddito, concentrando una parte rilevante della ricchezza complessiva.

Nel dettaglio, i lavoratori dipendenti dichiarano in media 27.019 euro, i pensionati 22.816 euro, mentre i lavoratori autonomi raggiungono una media di oltre 80mila euro. Una differenza che riflette la varietà delle fonti di reddito e delle condizioni occupazionali.

Il totale dei redditi dichiarati in provincia supera i 23 miliardi di euro. Un dato che colloca Bergamo tra le principali realtà economiche italiane, al settimo posto nazionale e tra le prime tre in Lombardia, dietro Milano e Brescia.

Nonostante le incertezze globali, i numeri mostrano dunque un sistema economico in grado di crescere. Il recupero del potere d’acquisto rappresenta un segnale positivo, anche se restano evidenti le disuguaglianze territoriali e sociali.

 

Redazione

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