Caso Genini, Dolci in Procura

Proseguono le indagini sulla profanazione della tomba: nessun indagato, nuovi elementi al vaglio

 Si arricchisce di un nuovo capitolo l’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini. Nella mattinata del 27 aprile Francesco Dolci si è presentato spontaneamente in Procura a Bergamo, accompagnato dal proprio legale, per depositare una memoria contenente alcuni nomi legati alla giovane.

L’iniziativa si inserisce in un’indagine ancora aperta e senza indagati. Dolci non avrebbe rilasciato dichiarazioni ai magistrati, limitandosi alla consegna del documento. Gli accertamenti sono coordinati dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi.

Il caso risale al 23 marzo, quando durante il trasferimento del feretro nella cappella di famiglia è emerso un fatto grave. Dal corpo della 29enne, uccisa a Milano nell’ottobre precedente, mancava la testa, dando origine a un fascicolo per vilipendio e sottrazione di cadavere.

Nel corso delle settimane sono emersi diversi elementi investigativi. Tra questi, il ritrovamento di un mazzo di fiori all’interno del loculo, non presente al momento della tumulazione. Un dettaglio che ha portato gli inquirenti a ipotizzare un accesso successivo alla sepoltura.

Un altro aspetto riguarda le modalità dell’intervento. La presenza di silicone utilizzato per richiudere il feretro suggerisce un’azione non improvvisata, ma eseguita con una certa precisione. Elementi che alimentano le analisi sul profilo dell’autore.

Restano invece da chiarire alcune segnalazioni legate alla videosorveglianza. Una possibile figura ripresa nei pressi del cimitero non ha trovato conferme ufficiali, anche a causa della cancellazione automatica dei filmati dopo pochi giorni.

Più recente è un altro elemento finito all’attenzione degli investigatori. Un capello biondo rinvenuto nell’abitazione di Dolci è stato repertato, ma la sua rilevanza è al momento considerata limitata, anche perché la vittima aveva frequentato in passato quella casa.

Dolci era già stato ascoltato come persona informata sui fatti nelle settimane precedenti. Nel tempo ha fornito diverse versioni e ipotesi, tra cui possibili motivazioni economiche, ora al vaglio degli inquirenti.

L’indagine prosegue su più fronti. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire tempi, modalità e movente, in un caso che presenta ancora numerosi punti da chiarire.

 

Redazione

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