Badr morto dopo il tuffo nel Garda: lutto a Cividate

Il 16enne non ce l’ha fatta dopo ore di ricovero a Brescia, comunità sotto shock per la tragedia

incidente

 Non ce l’ha fatta Badr Ouajil, il ragazzo di 16 anni di Cividate al Piano coinvolto nel drammatico incidente avvenuto sabato pomeriggio nelle acque del lago di Garda. Il giovane è deceduto agli Spedali Civili di Brescia dopo ore di lotta tra la vita e la morte, a seguito del lungo tempo trascorso sott’acqua prima del recupero.

Il tragico episodio si era verificato a Desenzano, dove Badr si trovava insieme ad alcuni amici per trascorrere una giornata al lago. Dopo essersi tuffato da un pedalò, il sedicenne non era più riemerso, dando immediatamente il via alle ricerche da parte dei presenti e dei soccorritori.

Il recupero era avvenuto solo dopo circa 40 minuti, grazie all’intervento della Guardia Costiera. Una volta riportato a riva, il ragazzo era stato sottoposto a lunghe manovre di rianimazione, proseguite anche durante il trasporto in ospedale. Nonostante i tentativi dei medici, inclusi trattamenti avanzati come la circolazione extracorporea, le sue condizioni sono rimaste critiche fino al decesso, avvenuto nel pomeriggio di domenica.

La notizia ha colpito profondamente la comunità di Cividate, dove il giovane viveva con la famiglia. Numerose persone si sono radunate nei pressi della sua abitazione per esprimere vicinanza e cordoglio, in un clima di forte commozione che ha coinvolto sia cittadini italiani sia membri della comunità tunisina.

Il dolore dei familiari è profondo e composto. Il fratello ha affidato ai social un messaggio rivolto agli amici del giovane, invitandoli a guardare al futuro e ai valori della famiglia, mentre l’intero paese si stringe attorno ai genitori e ai fratelli.

Badr frequentava una scuola professionale a Chiari e in passato aveva praticato calcio in una squadra locale. Il suo percorso sportivo e scolastico rappresentava un esempio di integrazione e partecipazione alla vita del territorio, come ricordato anche dalla società calcistica in cui aveva militato.

La dinamica dell’accaduto resta legata a un tuffo che si è rivelato fatale. Tra le ipotesi, già emerse nelle ore successive all’incidente, vi è quella di uno shock termico dovuto alla differenza tra la temperatura corporea e quella dell’acqua, che può provocare perdita di coscienza immediata.

La tragedia ha lasciato un segno profondo non solo tra familiari e amici, ma in tutta la comunità locale. Le istituzioni hanno espresso vicinanza alla famiglia, sottolineando l’impatto emotivo di quanto accaduto, mentre si attendono indicazioni sulle esequie del giovane.

Il ricordo di Badr resta ora affidato alle testimonianze di chi lo conosceva. Una vita interrotta prematuramente che ha unito nel dolore un intero territorio, chiamato a fare i conti con una perdita improvvisa e difficile da accettare.

Redazione

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