Brivio, ponte chiuso: traffico in tilt e tempi triplicati

Code e disagi sulle alternative, fino a 40 minuti per attraversare l’Adda

La chiusura del ponte di Brivio ha avuto un impatto immediato e significativo sulla viabilità locale, generando forti rallentamenti e tempi di percorrenza molto superiori alle previsioni. Fin dalle prime ore del mattino, il traffico si è concentrato sulle arterie alternative, causando disagi diffusi tra gli automobilisti.

La principale deviazione indicata da Anas, il ponte Cesare Cantù di Calolziocorte, ha registrato le criticità più evidenti. Per percorrere circa nove chilometri della statale 639 sono stati necessari fino a 30 minuti, ben oltre i 7-10 minuti stimati inizialmente. Un divario che ha messo in luce la difficoltà della rete stradale nel sostenere l’improvviso aumento dei flussi.

Situazione complessa anche sul ponte San Michele di Calusco, altra alternativa strategica. Le code hanno raggiunto i due chilometri, con tempi di attesa fino a 40 minuti per attraversare il fiume. Il traffico è aumentato in modo consistente, con un incremento superiore al 30% rispetto ai livelli abituali, come confermato dai dati delle rilevazioni locali.

I numeri evidenziano chiaramente l’impatto della chiusura. In una sola mattinata si è passati da poco più di 6.200 veicoli a oltre 8.300, segno di un afflusso straordinario che ha messo sotto pressione l’intero sistema viario. La gestione del traffico è stata ulteriormente complicata dal senso unico alternato sul ponte e dalle interruzioni legate al passaggio dei treni.

Anche il territorio di Cisano Bergamasco ha registrato un aumento significativo dei transiti. Circa 600 veicoli in più rispetto alla settimana precedente, con un totale vicino alle 4.000 unità. Un dato che evidenzia come molti automobilisti abbiano anticipato gli spostamenti per evitare le fasce orarie più congestionate.

Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nelle ore di punta, sia al mattino sia nel tardo pomeriggio. Non sono mancati momenti di tensione, con automobilisti costretti a lunghe attese che hanno espresso il proprio malcontento. Il disagio si è riflesso anche sui social, dove sono emerse proposte alternative per alleggerire la situazione.

Tra queste, l’ipotesi di un ponte temporaneo, poi esclusa per i costi elevati, stimati intorno ai 10 milioni di euro. Una soluzione ritenuta non sostenibile dal punto di vista economico, lasciando quindi spazio alle sole deviazioni già previste.

Le alternative restano comunque diverse, anche se tutte soggette a possibili rallentamenti. Oltre ai ponti di Calolziocorte e Calusco, gli automobilisti possono utilizzare Olginate o i collegamenti tra Capriate e Trezzo sull’Adda, nel tentativo di distribuire il traffico su più direttrici.

La situazione resta in evoluzione. È probabile che nei prossimi giorni si verifichi una redistribuzione dei flussi, con gli utenti che cercheranno percorsi meno congestionati. Tuttavia, i disagi sono destinati a proseguire, almeno fino alla riapertura del ponte.

In sintesi, la chiusura del ponte di Brivio ha evidenziato la fragilità della rete alternativa. Tra code, tempi triplicati e traffico in aumento, la viabilità locale affronta una fase critica, con ripercussioni su mobilità e qualità degli spostamenti.

Redazione

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