Momenti di terrore nella serata di domenica a Bergamo, dove una donna è stata aggredita dal marito all’interno del condominio in cui vive la famiglia. A evitare conseguenze ancora più gravi è stato il figlio diciassettenne della coppia, intervenuto per fermare il padre mentre impugnava un coltello.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, un magazziniere tunisino di 45 anni, avrebbe atteso la moglie nascosto nel vano delle scale dell’abitazione per poi assalirla nel buio.
L’aggressione si è verificata intorno alle 23.
La donna ha raccontato di essere stata afferrata al collo e colpita mentre cercava di difendersi usando la propria borsa.
Nel corso della violenza, il 45enne le avrebbe sottratto anche documenti personali e circa 350 euro in contanti.
Quando la vittima ha tentato di allontanarsi, l’uomo l’avrebbe colpita alla nuca prima di estrarre un coltello di grandi dimensioni.
A quel punto è intervenuto uno dei figli della coppia, un ragazzo di 17 anni, che ha cercato di bloccare fisicamente il padre.
Il giovane è riuscito a fermare la lama con una mano, riportando una ferita durante il tentativo di proteggere la madre.
Con l’aiuto di uno dei fratelli, il ragazzo avrebbe poi impedito al padre di fuggire prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Nel frattempo la donna è riuscita a chiamare il numero di emergenza 112.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia, che hanno arrestato il 45enne.
L’uomo è stato denunciato per lesioni aggravate e pluriaggravate.
Secondo quanto emerso, non si sarebbe trattato del primo episodio di violenza domestica.
La donna aveva infatti già presentato in passato diverse denunce per maltrattamenti, facendo scattare la procedura prevista dal cosiddetto “codice rosso”.
Nell’ultimo anno aveva inoltre deciso di allontanare il marito dall’abitazione familiare e di avviare le pratiche per la separazione.
Durante l’udienza per direttissima il 45enne ha negato le accuse, senza però riuscire a spiegare in modo convincente i lividi riportati dalla moglie e la ferita alla mano del figlio.
I documenti sottratti alla donna sarebbero stati ritrovati in possesso dell’uomo.
Il giudice ha disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento ai familiari e ha rinviato il processo al prossimo 16 giugno.
La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sul fenomeno della violenza domestica e sul ruolo fondamentale delle denunce e degli strumenti di protezione per le vittime.
Determinante, in questo caso, è stato il coraggio del figlio adolescente, intervenuto per salvare la madre in una situazione che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia.
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