Confindustria Bergamo, il bilancio di Ricuperati tra crisi globali e sfide future

La presidente uscente lascia dopo quattro anni segnati da instabilità economica, tensioni internazionali e trasformazioni industriali. Dal lavoro all’innovazione, passando per energia e integrazione, il punto sul mandato prima del passaggio di consegne a Matteo Zanetti.

Giovanna Ricuperati

 Quattro anni vissuti tra emergenze internazionali, crisi energetiche e profonde trasformazioni economiche. Si conclude così il mandato di Giovanna Ricuperati alla guida di Confindustria Bergamo, che dal 4 giugno passerà il testimone a Matteo Zanetti. Un quadriennio che la stessa presidente uscente definisce attraversato da continue turbolenze, ma che ha visto l’associazione mantenere un ruolo centrale di supporto al sistema produttivo bergamasco.

«Ho iniziato con la crisi del governo Draghi e termino con le tensioni nello Stretto di Hormuz», ha ricordato Ricuperati, sintetizzando un periodo caratterizzato da eventi straordinari che hanno influenzato direttamente l’economia e le imprese.

Alla guida di una delle associazioni territoriali più importanti del Paese, con oltre 1.400 aziende associate e quasi 100mila dipendenti rappresentati, Ricuperati lascia un’organizzazione che definisce «solida, consapevole e coraggiosa», pronta ad affrontare le nuove sfide che attendono il comparto industriale.

Energia e burocrazia tra le priorità

Uno dei temi che ha accompagnato l’intero mandato è stato quello del costo dell’energia, considerato uno dei principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane.

Secondo Ricuperati, il sistema produttivo continua a confrontarsi con costi elevati che richiedono soluzioni strutturali. In questa prospettiva, la presidente uscente ha ribadito come il ritorno al nucleare rappresenti una delle possibili risposte per garantire stabilità energetica nel medio e lungo periodo.

Accanto all’energia, resta centrale anche la questione burocratica.

Le imprese chiedono procedure più semplici e tempi più rapidi, aspetti che continuano a rappresentare un elemento critico per la crescita e gli investimenti.

La sfida del lavoro e dell’integrazione

Tra i progetti più significativi sviluppati durante il mandato emerge quello legato al mercato del lavoro e alla carenza di personale qualificato.

Le stime indicano che entro il 2050 il territorio potrebbe registrare una mancanza di circa 40mila lavoratori. Per affrontare questo scenario, Confindustria Bergamo ha promosso iniziative orientate all’attrazione di nuove risorse umane e all’integrazione.

Un esempio concreto è rappresentato dal progetto che ha consentito l’arrivo di circa 80 giovani provenienti dall’Africa, oggi inseriti in percorsi formativi e professionali nelle aziende del territorio.

L’obiettivo non è soltanto reperire manodopera, ma favorire un processo di integrazione stabile all’interno delle comunità locali.

In questo contesto assume particolare rilevanza anche il tema dell’abitazione, considerato uno strumento fondamentale per favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei nuovi arrivati.

Innovazione e trasferimento tecnologico

Un altro pilastro dell’azione di Ricuperati è stato il rafforzamento dell’ecosistema dell’innovazione.

Tra i progetti in fase di sviluppo figura una nuova fondazione che vedrà coinvolti Confindustria Bergamo, Kilometro Rosso e Università degli Studi di Bergamo. L’iniziativa punta a creare una regia condivisa per sostenere ricerca, trasferimento tecnologico, formazione e sviluppo delle competenze.

L’obiettivo è rendere il territorio sempre più competitivo attraverso la collaborazione tra imprese, università e centri di innovazione.

Il futuro della manifattura bergamasca

Nonostante le difficoltà che stanno interessando il settore manifatturiero, Ricuperati guarda con fiducia alla capacità di adattamento delle imprese bergamasche.

La flessibilità produttiva e la propensione all’innovazione vengono considerate elementi distintivi di un sistema industriale che continua a rappresentare uno dei motori economici del Paese.

In questa prospettiva si inserisce anche il progetto della futura “Zis della Meccatronica”, che punta a valorizzare una delle filiere strategiche del territorio, coinvolgendo settori come aerospace, difesa, medicale ed elettrico.

Il passaggio di consegne

Con la conclusione del mandato, Ricuperati lascia una struttura che ha affrontato anni particolarmente complessi mantenendo un ruolo di riferimento per il mondo produttivo locale.

Il testimone passa ora a Matteo Zanetti, chiamato a guidare l’associazione in una fase altrettanto delicata, segnata dalle trasformazioni tecnologiche, dalle nuove dinamiche internazionali e dalle sfide legate alla competitività.

L’eredità raccolta dal nuovo presidente sarà quella di un sistema industriale che punta a continuare a crescere, investendo su innovazione, formazione e valorizzazione del capitale umano.

 

Redazione

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